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Attualità | 01 novembre 2020, 11:45

Covid hospital, la stoccata dell'assessore Marnati: "I vercellesi han peccato di campanilismo"

Ancora polemiche su un progetto ormai superato dai numeri: da soli, i ricoveri di Novara avrebbero saturato ogni letto disponibile negli ospedali vercellesi

L'assessore regionale Matteo Marnati

L'assessore regionale Matteo Marnati

Superata dalla crescita esponenziale dei contagi e dei ricoveri, la polemica relativa alla scelta degli ospedali Covid del territorio prosegue dalle colonne dei giornali andando a contrapporre – curiosamente – i politici del centro destra e, talvolta, addirittura esponenti dello stesso partito. Così è stato, nei giorni scorsi, con l'intervento del parlamentare novarese Nastri (Fratelli d'Italia) a favore della trasformazione del Sant'Andrea in Covid hospital – un'ipotesi che i suoi colleghi di partito vercellesi avevano precedentemente bollato come “progetto lazzaretto” - e così rischia di essere per le dichiarazioni rilasciate domenica alla Stampa di Novara dall'assessore regionale leghista Matteo Marnati.

Marnati, tornando sul tema degli ospedali Covid e sulla volontà (naufragata) di preservare “pulito” il Maggiore della Carità per continuare a garantire prestazioni ordinarie, riserva parole poco lusinghiere ai colleghi vercellesi che si erano messi di traverso sul progetto del covid hospital: “Qualche vercellese – è la dichiarazione di Marnati - ha letto questo disegno come un'onta, peccando di campanilismo e ignorando che è peggio per tutti avere ospedali Covid sia a Vercelli che a Novara. Per quanto riguarda Borgosesia ha numeri troppo bassi che potevano andare bene un mese fa, non più adesso. Pazienza, Novara deve fare da sé e lo farà”.

Dichiarazioni che, come è facile intuire, potrebbero non essere molto gradite all'interno del centro destra vercellese e della Lega stessa. E che, per altro, si scontrano con la tragica realtà dei numeri. A Galliate, ospedale designato come Covid hospital dalla Regione, 29 dei 33 posti letto riconvertiti sono già occupati. Al Maggiore sono occupati 124 dei 137 posti Covid (tra ordinari e di terapia intensiva) e a Borgomanero i ricoverati sono 58. Numeri che, da soli, avrebbero saturato non solo il Sant'Andrea, ma anche Borgosesia, Moncrivello e qualsiasi altro reparto Covid del territorio vercellese.

E questo senza contare che, nel frattempo, sono state fermate gran parte delle attività ordinarie e programmate e sono saltati i piani di recupero delle prestazioni sanitarie inevase la scorsa primavera e, dunque, anche il Maggiore lavora solo su emergenze e prestazioni urgenti, brevi, oncologiche e salvavita. Vien da chiedersi per quale motivo riaprire la polemica...

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