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Pro Vercelli | 28 dicembre 2020, 23:10

Alex Casella: «Questa Pro Vercelli farà grandi cose»

L'uomo che ha valorizzato Messias dice: «Modesto? Arriverà in serie A» Intervista al direttore su prima squadra, calcio mercato, settore giovanile, covid, dirigenza. «Entusiasti del clima e della gente. Alla squadra manca il tifo negli spalti»

Alex Casella, 39 anni, direttore sportivo della Pro Vercelli

Alex Casella, 39 anni, direttore sportivo della Pro Vercelli

Primi di luglio del 2020. Di scommesse, Alex Casella, nato a Borgomanero nel 1981, avvocato ed ex calciatore e direttore sportivo, di scommesse, dicevamo, ne ha già vinte.
Ha, per esempio, portato il Gozzano dall'Eccellenza alla C. Valorizzato (cedendolo al Crotone) un giocatore di cui oggi tutti parlano, grande rimpianto dei tifosi vercellesi, Junior Messias.

A luglio 2020 accetta la scommessa di prendere la Pro Vercelli, costruirci attorno una società e una squadra. Quando si presenta dice: «L'obiettivo è la B in due anni.»
Una scommessa dietro l'altra, qualcuno gli dà del pazzo. Ad agosto la squadra sembra una via di mezzo tra un'armata Brancaleone e un oggetto misterioso. Entusiasmo zero.

Dopo 17 giornate la Pro Vercelli è quinta in classifica, ma potrebbe stare più in alto. Un'esperienza – almeno fino a ora – entusiasmante o quasi, giusto?
«Dopo le iniziali diffidenze, Vercelli è una piazza che ci sta dando tanto. La società e io siamo entusiasti del cammino fatto fin a oggi.»

17 partite disputate, il quinto posto in classifica. Ad agosto nessuno ci avrebbe creduto.
«Sono d'accordo, la stagione è assolutamente positiva. Ci manca solo il pubblico. L'unica volta che c'è stato, e cioé in Pro Vercelli-JuventusU23, si è fatto sentire e la squadra ne ha beneficiato. Con l'apporto del tifo, ne sono sicuro, avremmo qualche punto in più.»

Modesto ha detto: su 17 gare i ragazzi hanno sempre fatto la prestazione eccetto che con il Lecco. Nelle ultime gare, comunque, un calo c'è stato.
«Nell'ultimo mese è mancata un po' di lucidità, ma siamo strati condizionati dalle tante gare giocate, una vicina all'altra, dagli infortuni. Modesto ha ragione. Il suo gioco crea azioni da gol sempre, ma a Lecco siamo stati pericolosi solo due volte, con Comi ed Emmanuello. Nelle altre partite la prestazione c'è sempre stata. Con l'Alessandria c'è venuta a mancare la qualità di Emmanuello e Zerbin, con il Livorno abbiamo disputato un gran primo tempo, è mancato solo il gol e così nel secondo tempo è finita la benzina e siamo stati puniti. Comunque questa squadra può fare molto bene nel girone di ritorno.»

 

Per diverse giornate la Pro Vercelli è stata trascinata dal reparto offensivo. Ma adesso Zerbin è fermo, e Rolando non è più quello di inizio stagione.
«L'attacco ha dato il massimo, lo dicono i numeri. Sei gol Comi e Rolando, Zerbin quattro gol e quattro assist, Comi si è procurato tre rigori, chi è entrato ha fatto sempre il suo dovere. Mancano i gol di Borello, che ha sempre segnato; ha però giocato poco e preso due traverse. Con i suoi gol possiamo alzare il livello davanti... Di Rolando invece posso dire questo: diamogli un po' di tempo per rifiatare e questa primavera vedremo un giocatore strepitoso. Parlo così perché lo conosco e conosco bene le sue potenzialità.»

Veniamo a Francesco Modesto.
«Può arrivare ad allenare in A. Trasmettere ai giocatori l'idea che ha lui di calcio è la qualità più grande che ha, e non è una cosa facile. Ho conosciuto tecnici che sapevano tutto ma non riuscivano poi mettere in pratica il loro sapere. Questa Pro Vercelli, invece, sa, e bene, cosa fare in campo. Allenatori così ce ne sono pochi.»

Ci parli invece del gioco di Modesto. Un gioco innovativo. Spregiudicato.
«Pratica un calcio nuovo, ma al tempo stesso pratico. Noi arriviamo negli ultimi undici metri, otto, nove volte a partita. Possesso palla ma anche verticalizzazioni, creando superiorità numerica. È chiaro che per farlo bene devi avere giocatori che stanno bene e giocatori di qualità. Si è visto nell'ultimo mese: perdendo qualità, soprattutto in mezzo al campo, si comincia a faticare ad arrivare alle punte in maniera veloce. Più rallenti, più perdi palloni e più diventi prevedibile. Ma quando la squadra stava bene i risultati e il gioco si sono visti.»

 

Il gioco di Modesto richiede qualità. Quindi rinforzerete la squadra?
«Sì, la rinforzeremo. Oltre a Nielsen, che è un giocatore che quando sta bene non sbaglia un passaggio, ed Emmanuello, che se è in forma gioca da “scienziato”, ci vuole un altro elemento per il centrocampo. Poi prenderemo un esterno che sostituisca Bruzzaniti e poi vediamo. Chi ha meno spazio chiederà di andare via, e quindi verrà sostituito.»

 

Qualche nome?
«Francesco Mezzoni, classe 2000, esterno proveniente dal Napoli. Ci interessa.»

E' comunque un anno triste. Le partite senza pubblico non sembrano partite.
«Gli spalti vuoti ci danneggiano. Oltre ai mancati incassi ci sono maggiori oneri per i controlli relativi al Covid. L'anno è disgraziato per tutto il movimento calcistico, soprattutto per l'anello debole che è la serie C.»

 

Un anno triste soprattutto per il settore giovanile. Francesco Musumeci, che vediamo spesso con lei e il mister, è bloccato per il Covid.
«Musumeci è una persona di fiducia che conosco da anni. Un uomo prezioso (fu il primo nome che Casella fece durante la prima conferenza stampa – ndr). Il settore giovanile è una bella grana: i 2003 e i 2004 sono bloccati, si rischia un vuoto di due anni. L'anno scorso – un esempio emblematico è Carosso – i 2001 e i 2002 erano figli di un percorso. A luglio, quando si allestiranno le squadre, ci sarà una carenza di giovani, appunto, che non hanno potuto esprimersi. Noi abbiamo preso un 2003 dal Cagliari, si chiama Catania ed è un attaccante, e cercheremo di fargli bruciare le tappe. Lui e altri dovranno recuperare l'anno e mezzo che non hanno fatto.»

 

Oltre al quinto posto e al gioco di Modesto la Pro Vercelli ha un altro pregio: è una squadra giovane.
«Su tredici partite, noi eravamo i terzi a livello nazionale, come minutaggio dei giovani. I migliori nel girone A.»

 

L'amministratore delegato e il presidente? Sempre presenti in tribuna.
«Sono persone che ammiro e che apprezzo molto. Paolo lo conoscevo da tempo, Smerieri è una conoscenza recente. Si sono avvicinati al calcio nel modo giusto. Discutono, si informano, ma con pacatezza.»

Cosa spera o meglio a cosa punta Alex Casella nel 2021?
«Disputare un ottimo girone di ritorno - possibilmente con la gente allo stadio, raggiungere i play off e lasciare il buon ricordo di una stagione degna di nota.»

Remo Bassini

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