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Attualità | 28 novembre 2020, 14:31

Negozi, mercati, estetiste: le novità della zona arancione

Intanto diversi Comune consigliano di prolungare gli orari serali di apertura delle attività

Negozi, mercati, estetiste: le novità della zona arancione

Riguardano commercio e servizi alla persona le principali novità collegate al passaggio del Piemonte in zona arancione.

A partire da domenica 29 novembre, infatti, sarà nuovamente consentito a tutte le attività commerciali, sia in sede fissa che ambulante, e ai servizi alla persona di tornare a svolgere il proprio lavoro nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia di distanziamento, utilizzo delle mascherine e ingressi scaglionati.

E' quindi consentito, come da normative nazionali e regionali, svolgere l'attività commerciale senza limitazioni di giorni ed orari (fatta eccezione per il "coprifuoco" dalle ore 22 alle 5): per questo, molti Comuni incentivano l'apertura serale dei negozi, nel tentativo di evitare possibili assembramenti: lo fa, ad esempio, il Comune di Trino, come spiega in una nota il sindaco, Daniele Pane: «Consigliamo l'apertura dei negozi sino anche alle ore 22 in modo tale da dilazionare meglio l'accesso dei clienti lungo tutta la giornata e cercare di recuperare i mancati incassi dettati dai periodi di chiusura».

Resta confermata la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccheria ed edicole al loro interno e, con il passaggio alla zona arancione potranno tornare a lavorare anche i commercianti ambulanti del settore non alimentare.

Riaprono anche le estetiste, anche in questo caso con orario e giorni liberi in quei Comuni che hanno mantenuto in vigore le ordinanze di liberalizzazione degli orari assunte all'indomani del primo lockdown. Ovviamente anche in questo caso resta il vincolo di rispettare il coprifuoco e di non superare le 14 ore giornaliere di lavoro. L'obiettivo, ovviamente è di scaglionare il più possibile gli accessi alle attività.

Gli esercenti, devono comunque rispettare l’orario prescelto e devono rendere noto al pubblico, anche durante il periodo di chiusura, l’orario di effettiva apertura e chiusura mediante cartelli o altri mezzi idonei di informazione.

Non sono previsti obblighi di comunicazione preventiva dell’orario al Comune, né vidimazioni da parte del Comune del cartello indicante l’orario.

Resta la chiusura al pubblico per bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie 7 giorni su 7, con possibilità di effettuare il servizio di asporto sino alle ore 22, mentre non ci sono limitazioni per la consegna a domicilio.

redaz

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