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Attualità | 20 ottobre 2020, 19:00

Didattica mista nelle superiori: dalla 2° alla 5° metà lezioni saranno a distanza

Scuola, commercio, movida: il governatore Alberto Cirio annuncia le nuove misure in vigore in tutto il Piemonte

Didattica mista nelle superiori: dalla 2° alla 5° metà lezioni saranno a distanza

Da lunedì le scuole del Piemonte devono attivare forme di didattica a distanza con modalità precisa: va alleggerita del 50% la presenza degli studenti nelle scuole superiori dalla seconda alla quinta.

Scuole dell'infanzia, elementari, medie e primo anno delle superiori non verranno toccate e continueranno a svolgere la loro attività in presenza.

Sono queste le indicazioni contenute nell'ordinanza che il presidente della Regione, Alberto Cirio, firmerà questa sera dopo la giunta. Il governatore ha presentato le misure nel corso di una conferenza stampa. 

“Oggi nella scuola piemontese sono circa 135mila gli studenti dalla seconda alla quinta: la didattica a distanza dovrà essere a settimane alterne, in modo che la scuola sia sempre aperta, i ragazzi abbiano la possibilità di frequentare in presenza”, dice Cirio.

Una scelta improntata alla praticità: dalla seconda alla quinta superiore i ragazzi sono autonomi, possono restare a casa (anche da un punto di vista legale) senza costringere i genitori a prendere permessi dal lavoro. Ma, al tempo stesso, i più piccoli hanno la possibilità di restare in classe “così come hanno bisogno per la loro età, la tipologia di scuola che frequentano, la metodologia didattica ancora da apprendere”. L'obiettivo è togliere dai mezzi di trasporto la metà degli studenti, alleggerendo così una situazione oggettivamente complessa “visto che – puntualizza Cirio – non sono state prese le misure di potenziamento che più volte, nel corso dell'estate, i presidenti di Regione avevano chiesto”.

Capitolo centri commerciali: come anticipato, sabato e domenica i centri commerciali non alimentari saranno chiusi “anche per evitare l'invasione dei lombardi che, avendo le grandi strutture chiuse nella loro regione, potrebbero riversarsi nel novarese, nell'alessandrino e nel Vco”.

Confermate le misure anti assembramento con chiusura di tutti gli esercizi – farmacie escluse – da mezzanotte alle 5 e divieto di vendita degli alcolici da asporto a partire dalle 21.

“Abbiamo fatto una scelta improntata al rigore, alla prudenza e al buonsenso – conclude Cirio -. In questo modo abbiamo evitato di chiudere bar, chiudere ristoranti, chiudere barbieri, parrucchiere ed estetiste. Abbiamo cercato di salvaguardare tutte le piccole attività commerciali che stanno ancora lottando per risollevarsi dopo il lockdown”.

Cirio annuncia anche che l'ordinanza resterà in vigore per un mese, con possibilità di inasprimenti ma anche di progressivo ritorno alla normalità e che, ai sindaci, verrà data la facoltà “di inasprire chirurgicamente le misure laddove serva per evitare che la situazione possa sfuggire di mano”.

redaz

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