Si allarga ancora il fronte dell'inchiesta partita dopo il numero anomalo di decessi avvenuti nella Casa di Riposo di piazza Mazzini: il direttore generale dell'Asl, Chiara Serpieri, è stata iscritta nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di omissione di atti d'ufficio. Secondo gli inquirenti, a fronte delle comunicazioni sulla difficile situazione vissuta nella struttura per anziani, non sarebbero stati prese misure sufficientemente tempestive. Gli accertamenti, da parte dalla Procura e dei periti informatici, sono in corso e riguardano le comunicazioni tra Asl e Casa di Riposo e tempi di attivazione della commissione di vigilanza Asl inviata nella struttura. Alla manager è stato sequestrato il cellulare ed è stato notificato un decreto di perquisizione degli uffici.
Il dramma che, tra marzo e aprile, si è consumato nella Casa di Riposo di piazza Mazzini, è riassunto dai numeri: 44 i morti registrati in un poco più di una mese e oltre metà dei superstiti positiva al tampone (eseguito tra il 31 marzo e l'inizio aprile). Nello stesso periodo anche una quindicina di operatori della struttura si erano ammalati, alcuni con sintomi riconducibili al Coronavirus.
I primi a essere iscritti nel registro degli indagati sono stati il direttore della Rsa e la direttrice sanitaria; successivamente anche tre medici sono finti nell'inchiesta in relazione al mancato ricovero in ospedale di sei anziani che si trovavano in condizioni gravissime e che sono successivamente spirati.













