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Cronaca | 30 giugno 2020, 08:42

Rsa di piazza Mazzini, indagata anche la manager Asl

L'ipotesi di reato è omissione di atti d'ufficio. Si allarga il fronte dell'inchiesta sulle morti durante l'epidemia Covid

Rsa di piazza Mazzini, indagata anche la manager Asl

Si allarga ancora il fronte dell'inchiesta partita dopo il numero anomalo di decessi avvenuti nella Casa di Riposo di piazza Mazzini: il direttore generale dell'Asl, Chiara Serpieri, è stata iscritta nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di omissione di atti d'ufficio. Secondo gli inquirenti, a fronte delle comunicazioni sulla difficile situazione vissuta nella struttura per anziani, non sarebbero stati prese misure sufficientemente tempestive. Gli accertamenti, da parte dalla Procura e dei periti informatici, sono in corso e riguardano le comunicazioni tra Asl e Casa di Riposo e tempi di attivazione della commissione di vigilanza Asl inviata nella struttura. Alla manager è stato sequestrato il cellulare ed è stato notificato un decreto di perquisizione degli uffici. 

Il dramma che, tra marzo e aprile, si è consumato nella Casa di Riposo di piazza Mazzini, è riassunto dai numeri: 44 i morti registrati in un poco più di una mese e oltre metà dei superstiti positiva al tampone (eseguito tra il 31 marzo e l'inizio aprile). Nello stesso periodo anche una quindicina di operatori della struttura si erano ammalati, alcuni con sintomi riconducibili al Coronavirus.

I primi a essere iscritti nel registro degli indagati sono stati il direttore della Rsa e la direttrice sanitaria; successivamente anche tre medici sono finti nell'inchiesta in relazione al mancato ricovero in ospedale di sei anziani che si trovavano in condizioni gravissime e che sono successivamente spirati.

 

redaz

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