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Cronaca | 27 maggio 2020, 17:07

Roberto Rosso resta in carcere: respinta la richiesta di domiciliari

Venerdì scorso l'ex assessore regionale era stato rinviato a giudizio per voto di scambio politico mafioso

Roberto Rosso resta in carcere: respinta la richiesta di domiciliari

E' stata nuovamente respinta la richiesta di arresti domiciliari per Roberto Rosso, ex parlamentare ed ex assessore regionale rinviato a giudizio per voto di scambio politico - mafioso.

Nonostante la Procura della Repubblica di Torino avesse espresso parere favorevole, il gup Elena Rocci ha respinto la richiesta dell'avvocato Giorgio Piazzese, che difende Rosso e che già in precedenza aveva avanzato istanza per una misura cautelare meno afflittiva. Istanza sempre respinta. Rosso è in carcere dallo scorso 20 dicembre e, il 22 maggio, è stato rinviato a giudizio insieme ad altre 10 persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta "Fenice" sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta nel territorio piemontese.

Le accuse rivolte all'ex sottosegretario sono di aver versato denaro a persone riconducibili alla cosca Bonavota, attiva nel territorio di Carmagnola, per "acquistare" pacchetti di preferenze alle elezioni regionali del 2019. Nei giorni scorsi, il gup aveva rigettato un'analoga richiesta di domiciliari anche per Enza Colavito al quale Rosso avrebbe versato il denaro. L'ex assessore regionale si è sempre dichiarato estraneo ai fatti contestati e ha ha scelto di andare a dibattimento proprio per difendersi in aula dalle accuse. La richiesta dei domiciliari è stata respinta perché, secondo il gup, "Rosso potrebbe reiterare la sua condotta criminale".

 

redaz

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