“Per la Regione e per l’Asl di Vercelli la sicurezza degli operatori sanitari è un optional”. Attacco frontale delle Rappresentanze Sindacali Unitarie dell'Asl per la gestione di dispositivi di protezione individuale e per l'esecuzione dei tamponi sul personale che, in prima linea, fronteggia l'emergenza Covid19.
“I lavoratori denunciano di dover discutere ogni giorno per l’approvvigionamento e l’utilizzo corretto dei dpi adeguati – si legge in una nota diffusa dalle Rsu dell'Asl - La direzione dell'Asl vc, sostenuta anche dal nuovo coordinatore, ha dichiarato in un incontro in videoconferenza con i sindacati la centralizzazione della gestione delle varie donazioni (a partire da mascherine e altri dpi) mentre a oggi tutto è lasciato al caso. Ci ricordiamo ancora quando dicevano al personale di non usare le mascherine chirurgiche nei corridoi dell’ospedale e nelle attività degli ambulatori per non seminare apprensione tra gli utenti!”.
E poi c'è la questione tamponi: secondo le stime sindacali solo 400 dei circa 2000 dipendenti Asl sono stati sottoposti a tampone: “Si continua, nonostante gli impegni presi a non sottoporre a tampone operatori entrati in contatto stretto con colleghi risultati positivi. A oggi – attaccano i sindacati - la percentuale di personale ospedaliero contagiato è altissima e si riscontrano casi di familiari gravemente contagiati”.
Nel mirino dei sindacati, non solo l'Asl ma anche le disposizioni della Regione: “Disposizioni che hanno già dimostrato di essere inadeguate: la sicurezza e la salute dei lavoratori deve essere fatta in trasparenza ancora di più in un ospedale pubblico”. Una situazione che, soprattutto in vista di una fase di normalizzazione, appare ai sindacati molto preoccupante: “Capiamo da alcuni segnali che l'Asl Vercelli intende riaprire l‘ospedale alle attività ordinarie ma senza garantire un’adeguata sicurezza ai degenti, agli operatori e alla cittadinanza tutta, senza condividere con la Rsu la riorganizzazione”. Un passaggio che, se non è gestito bene, rischia di creare problemi anche per gli utenti.
Infine il tema economico: “La Regione Piemonte – conclude la nota - ha intenzione di riconoscere l’indennità infettiva complessivamente solo al 25% del personale che ha lavorato durante l’emergenza covid 19. E’ un’ingiustizia: in Asl Vercelli i dipendenti rischiano di vedersi riconoscere l’indennità di rischio infettivo e poi vedersi decurtare in busta paga gli incentivi per mancanza di soldi. L'unica cosa che abbiamo ottenuto è che, a decorrere dal mese di marzo 2020 fino a fine emergenza, le ore di prestazioni aggiuntive effettuate saranno oggetto di separata contabilizzazione. Purtroppo assistiamo a un continuo rimbalzo delle nostre richieste contro un muro di gomma che pone il personale, i degenti e la popolazione tutta a operare e vivere in uno scenario traballante, insicuro, debole e precario, come appare il futuro se le condizioni e le azioni non cambieranno vanificando sacrifici e quarantene di tutti. Per questo è stato dichiarato da più sigle sindacali lo stato di agitazione”.












