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Attualità | 27 novembre 2023, 15:56

Inaugurata la stanza "Giusy Scivoletto": uno spazio per accogliere le vittime di violenza

Da gennaio ben 91 le donne che hanno avuto bisogno delle cure del Pronto soccorso: il 30% erano minorenni.

Inaugurata la stanza "Giusy Scivoletto": uno spazio per accogliere le vittime di violenza

Una rosa bianca dipinta dietro al letto, all'interno di una stanzetta nuova, tutta attrezzata e posta in una zona riservata.

Una stanza per accogliere le donne vittime di violenza, che l'Asl Vercelli e il Rotary Club Vercelli hanno realizzato all'interno del Dea, onorando la memoria di Giusy Scivoletto, apprezzata infermiera in servizio al Pronto soccorso che, per prima, si prese l'impegno di svolgere attività di formazione e sensibilizzazione sullo specifico tema delle violenze domestiche. Morta lo scorso dicembre, a soli 54 anni, Scivoletto è stata ricordata con commozione delle colleghe, dalla sorella e dalla nipote presenti alla toccante cerimonia di inaugurazione della stanza.

«Ciao Scivo, come tutti noi ti chiamavamo - ha letto una collega -: hai fatto la differenza per ognuno di noi, nella vita privata e professionale. Mai un passo avanti, mai uno indietro: eri sempre al fianco di tutti noi per incoraggiarci, aiutarci, darci l'esempio». Parole commoventi, come quelle che all'infermiera ha dedicato la manager dell'Asl, Eva Colombo: «Giusy Scivoletto ha lasciato un segno profondo nell'azienda sanitaria e si è impegnata per migliorare la società nella quale si è trovata a vivere; è giusto che la società oggi faccia memoria del suo impegno. Qiuesta targa la farà sentire vicina a noi tutti, in ogni momento».

E che la stanza antiviolenza, dove le donne verranno visitate e prese in carico anche sul fronte psicologico e sociale, sia la risposta a una reale esigenza di cura, lo dicono i dati, ricordati dalla direttrice sanitaria, Fulvia Milano: «Sono 91, da inizio anno, le donne arrivate al Pronto soccorso dopo aver subito qualche forma di violenza. Nel 30% dei casi si tratta di minorenni, un dato in crescita che ci allarma. In oltre il 50% dei casi l'autore della violenza è un marito, un compagno o un ex».

A sostenere la realizzazione della stanza il Rotary Club Vercelli, con i due presidenti Adriana Sala Breddo, che ha avviato l'iniziativa, e Giorgio Rognoni che l'ha portata a termine e con il formatore del Club, Carlo Ricci.

«Sarà uno spazio in cui viene offerta assistenza multidiscplinare - ha assicurato Milano - dalla medicina di emergenza, al consulto ginecologico, psicologico e sociale per creare una rete di assistenza che faccia sentire la donna protetta e appoggiata».

E, dal momento che la miglior cura è sempre la prevenzione, nei corridoi fotografie e scritte in più lingue ricordano che alla violenza non c'è mai giustificazione e che un aiuto può arrivare proprio dagli operatori che, oltre a curare le ferite del corpo, sanno prendersi cura anche del disagio dell'anima.



redaz

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