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Politica | 30 marzo 2023, 18:52

«E' una sfiducia mascherata»: la mozione su Lavarino non arriva nemmeno in discussione

Approvata con 13 voti favorevoli e 12 contrari la pregiudiziale sollevata da Giorgio Malinverni. La Lega e Lavarino si astengono.

«E' una sfiducia mascherata»: la mozione su Lavarino non arriva nemmeno in discussione

Non arriva nemmeno alla discussione la mozione di Pd e SiAmo Vercelli dedicata al presidente del Consiglio comunale, Romano Lavarino. Con 13 voti favorevoli e 12 contrari, il Consiglio comunale approva una questione pregiudiziale sollevata dal capogruppo di Forza Italia Giorgio Malinverni e manda in archivio il documento. Secondo Malinverni l'atto della minoranza altro non sarebbe stato che mozione di sfiducia mascherata e presentata senza il necessario supporto di firme.

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Una questione pregiudiziale ritenuta fondata anche dal sindaco, Andrea Corsaro, sulla base di una serie di sentenze del Tar e di pronunciamenti raccolti in altre zone d'Italia e che, invece, i proponenti giudicano infondata: «Se anche la nostra mozione venisse approvata - è la posizione del capogruppo, Alberto Fragapane - il presidente del Consiglio non è tenuto a fare alcun passo indietro». Di «questione che non appassiona», parla il consigliere Roberto Scheda: «Ognuno deve guardarsi allo specchio, valutare il proprio ruolo e la conformità alla posizione occupata». 

L'annuncio del capogruppo della Lega, Alberto Pipitone, sulla decisione di astenersi rispetto alla questione di legittimità, accende brevemente le speranze della minoranza sulla possibilità di arrivare alla bocciatura della proposta di Malinverni.

«Riteniamo interessi poco ai cittadini vercellesi capire se sia legittima e, quindi, ammissibile la presente mozione, con cui sostanzialmente si chiede al presidente del consiglio comunale di individuare le modalità più opportune per verificare la presenza di una maggioranza a sostegno del suo ruolo istituzionale - dice il capogruppo Alberto Pipitone -. non abbiamo cambiato idea riguardo alla recente uscita del consigliere Lavarino dal gruppo della Lega. Un’uscita tenuta nascosta fino all’ultimo e le cui modalità, amplificate da una conferenza stampa allargata a tutto lo stato maggiore di FdI Vercelli, ci hanno ancora di più deluso, rafforzando la nostra convinzione di incoerenza del presidente Lavarino. Come riportato nel comunicato stampa di alcune settimane fa, siamo persuasi che la condotta del presidente del consiglio in carica non sia stata corretta non solo nei confronti dei suoi colleghi di partito, che furono decisivi per la sua elezione a presidente, ma anche e soprattutto nei confronti di quei quasi 6 mila elettori vercellesi che nelle elezioni amministrative del 2019 scelsero di votare, mettendo una croce sul simbolo della Lega».

Alla fine però, nonostante anche lo stesso Lavarino si astenga sul tema, la pregiudiziale passa con 13 voti favorevoli (il sindaco, Fratelli d'Italia e Forza Italia) e 12 voti contrari (tutti quelli della minoranza).

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