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Attualità | 04 agosto 2022, 18:16

Dighe a secco: non c'è più acqua per l'agricoltura

Coldiretti: «I bacini dell'Ingagna e della Ravasanella possono essere usati solo per scopi idropotabili. Occorre accelerare sulla costruzione di nuovi invasi»

L'invaso sulla Ravasanella in situazione di normalità

L'invaso sulla Ravasanella in situazione di normalità

Il perdurare della siccità ha fatto peggiorare la situazione idrica nella Baraggia Biellese e Vercellese che ora sta attraversando una vera e propria crisi. Il bacino delle dighe principali è a un quinto del riempimento, mentre l’erogazione del Canale Cavour è dimezzata.

«Da un recente incontro avuto con i tecnici del Consorzio di Bonifica della Baraggia – dice il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole - apprendiamo che le risorse idriche per alcune parti del territorio, salvo che per gli usi idropotabili, sono terminate, mentre in altre zone, seppur ancora disponibili, sono fortemente ridotte. Questa situazione mette a grave rischio tutti raccolti a partire dal mais dell'Alto Biellese come anche il riso della parte bassa del territorio».  

I dati raccolti dalle tre dighe sono allarmanti. Nel bacino dell’Ingagna, che ha una capacità di invaso di 7.000.000 di metri cubi, attualmente gli strumenti registrano 1.424.000 metri cubi di acqua: con comunicazioni ufficiali ad Anbi, l’irrigazione su tutto il distretto dell’Ingagna è sospesa dal 31 luglio. Praticamente tutto il Biellese è a secco e  la diga oggi fornisce solo servizio idropotabile.

Nell’esercizio la diga ha fornito soccorso alla roggia Marchesa (Ovest Sesia), alla roggia Massa Serravalle e alla Roggia Madama: anche per queste ogni tipo di soccorso è sospeso.

Il bacino della Ravasanella ha una capacità di invaso di 4.720.0000 metri cubi, ma attualmente gli strumenti registrano 786.000 metri cubi di acqua. Al momento la diga sta erogando 300 litri al secondo al distretto Ravasanella/Ostola e 300 litri al secondo in soccorso al Centro Sesia: in condizioni normali il bacino eroga 650 litri al secondo solo al distretto. Il bacino dell’Ostola ha una capacità di invaso di 5.500.000 metri cubi, e ora gli strumenti registrano nell’invaso 1.278.000 metri cubi di acqua. Ora la diga sta erogando 700 litri al secondo di cui 200 al Centro Sesia e 500 al distretto dell’Ostola: la derivazione oggi non arriva neanche al 50% della condizione di normalità.

Anche la quantità d’acqua delle rogge ha subito un calo drastico: dal Cervo (area servita Balocco-Buronzo-Villarboit) si ha una derivazione del 25% della portata media, così come dal fiume Sesia (area servita Comunale di Gattinara-Roggia Marchionale, Comunale di Lenta area Centro Sesia). Per quanto riguarda il Canale Cavour (area Centro Sesia), infine, l’attuale erogazione è di 5 moduli a fronte, in normalità, di 10.

«L’esigenza – evidenzia il direttore di Coldiretti Francesca Toscani - è quella di accelerare sulla realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiché solo in questo modo si potrà garantire stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie o comunque di poterne migliorare la distribuzione sul territorio che, ricordiamo, è l’unico al quale è stata riconosciuta una dop legata al riso a livello italiano. Questi dati raccolti sono sinonimo che stiamo attraversando un momento emergenziale: a causa dell’aumento dei costi di produzione e dell’energia, della siccità e delle speculazioni lungo le filiere, un terzo delle aziende sono a rischio. Questa problematica non colpisce solamente il settore agrario, ma anche gli allevamenti e gli agriturismi presenti nel nostro territorio che stanno affrontando le stesse estreme difficoltà».

redaz

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