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Attualità | 28 gennaio 2022, 06:20

Un teatro e spazi per la cultura e gli eventi: la nuova vita dell'ex Enal - FOTO E VIDEO

Pronto il progetto di ristrutturazione dell'ala che si affaccia su via Aravecchia. Investimento da tre milioni di euro per riportare il vecchio cinema torna alla sua originaria funzione e recuperare l'ala su via Aravecchia

Un teatro e spazi per la cultura e gli eventi: la nuova vita dell'ex Enal - FOTO E VIDEO

Salendo l'elegante scalinata, ammirando la luminosità del grande salone e degli spazi dominati dalle imponenti vetrate, guardando le poltroncine ormai usurate di quella che fu la sala cinematografa - ma anche le tracce lasciate da cantieri non del tutto completati - si ha l'impressione di attraversare tutta la lunga storia del complesso ex Ond (poi ex Enal) di piazza Cesare Battisti. Da quella che fu una formidabile “macchina per il tempo libero” pensata dall'architetto Francesco Francese nel periodo dell'espansione urbanistica della Vercelli degli anni '30, per attraversare l'epoca d'oro delle sale cinematografiche affollate di giovani e famiglie, e inseguire poi le tracce della difficile ricerca di una nuova vocazione, di progetti di valorizzazione pensati ma mai decollati, come quello della Risoteca.

Riallacciando i fili di un intervento avviato una decina di anni fa (quando appunto per l'ex Enal si era pensato a un futuro da risoteca), il Comune torna a scommettere sulla riqualificazione dello storico complesso, inaugurato nel 1936 dopo meno di due anni di lavori e, attraverso un piano da tre milioni e 300mila euro, si prepara a restituire alla parte occupata fino al 2005 dal cinema Astra la sua originaria funzione di secondo teatro cittadino.

 

Finanziato grazie alla partecipazione al bando “Cultura missione Comune” dell'Istituto per il Credito sportivo, il progetto ha ottenuto le approvazioni di Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Asl e Asm e, dopo la validazione da parte di un ente terzo, potrà essere appaltato.

A presentare l'intervento il sindaco Andrea Corsaro, con gli assessori Massimo Simion e Mimmo Sabatino, i tecnici e l'architetto Luca Villani che ha redatto il progetto.

 

«Il recupero di questa struttura sta particolarmente a cuore all’Amministrazione – ha detto il sindaco - Vogliamo vederla tornare al suo splendore e farla diventare un valore aggiunto per la qualità della vita in città; un luogo che offra ai vercellesi nuovi servizi in campo ricreativo e che attragga enti culturali esterni».

Ripercorrendo la storia dell'edificio, di piazza Cesare Battisti e di quella che fu l'espansione verso sud della città di Vercelli, Corsaro ha spiegato che nell'ala oggetto dell'intervento oltre al teatro, saranno creati spazi adatti ad attività culturali, a conferenze e congressi.

«Secondo le previsioni – ha aggiunto l'assessore ai Lavori pubblici, Massimo Simion – entro l'estate avremo individuato la ditta appaltatrice ed entro il Natale 2023 i lavori saranno terminati». A scandire le tempistiche, finora, sono stati i tempi rigidi previsti dal bando: «tempi tutti rispettati grazie all'impegno di dirigenti e personale comunale – hanno detto Corsaro e Simion – consentendoci di poter accedere a finanziamenti a tasso zero».

Redatto dallo studio dell'architetto Luca Villani, con la collaborazione degli ingegneri Franco Cima e Orazio Minella, l'intervento sta già permettendo di riportare alla luce interessanti testimonianze del passato dell'edificio.

 

«Negli anni '50 – ha detto Villani – quando venne trasformato in cinema, fu realizzata la controsoffittatura, estesa anche alle pareti laterali, che tagliò il boccascena, inibendo l’uso del palcoscenico e quindi la funzione originale di teatro. Di fatto si perse la memoria delle strutture originali che, oggi, stanno tornando alla luce. Con la rimozione di primi frammenti della controsoffittatura – ha spiegato - sono emerse le superfici e le modanature dell’interno della sala del 1936 che saranno restaurate per riportare l’interno alle forme e alla funzione originaria; sarà ripristinata la fossa dell’orchestra, che era stata occlusa da un avanpalco di fronte allo schermo del cinema». Il restauro interesserà anche la torre scenica, che sarà dotata di nuovo “graticcio” dal quale si caleranno quinte e scene; i camerini rimasti intatti e dimenticati per oltre sessant’anni e il piano seminterrato, che dovrà essere ri-connesso al corpo principale su piazza Cesare Battisti così come era stato concepito.

Nel corso della presentazione un video tratto dall'Archivio Luce e alcune immagini dell'archivio Bona - l'impresa che costruì il complesso - ha ripercorso attraverso le immagini dell'inaugurazione l'originaria funzione dell'impianto, che nel 1938 si arricchì anche della piscina esterna.

Saranno sostituite le poltroncine, non più a norma, che saranno distanziate lasciando corridoi di accesso di dimensione adeguate. La capienza è stata ricalibrata a 280 posti a sedere, 192 posti in platea e 88 in galleria: potrà essere utilizzato per spettacoli, eventi, congressi, riunioni e rimarrà anche la possibilità di utilizzo come cinema.

«Diventerà un edificio per la cultura – ha assicurato il sindaco – da utilizzare come centro congressi, sede per spettacoli, concerti, eventi culturali, mostre, cinema, teatro e convention».

Attraverso il recupero di una somma che verrà trasferita al Comune, sarà inoltre completato il lotto di lavori effettuati tra il 2012 e il 2015 sul corpo centrale dell'edificio. Tra molte traversie era stato oggetto di un importante intervento strutturale e impiantistico: ora toccherà al restauro delle tinteggiature interne, ai pavimenti e al restauro dei grandi affreschi di Giuseppe Rinone sulle pareti del salone al primo piano.

«Interventi che testimoniano la volontà dell'amministrazione comunale di dare una svolta alla città, rivalutando spazi oggi inutilizzati e valorizzando un patrimonio che, altrimenti, rischia di andare perduto», ha commentato il presidente della Provincia, Eraldo Botta, condividendo, con l'assessore allo Sport, Mimmo Sabatino, l'entusiasmo «per una meravigliosa sede ulteriore per ospitare degli eventi e organizzare al meglio la programmazione culturale».

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