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Attualità | 21 maggio 2020, 14:53

Due mesi di lavoro per ripulire la discarica di via Egitto: tra i rifiuti trovata anche una pistola

Ultimata la prima fase di interventi di risanamento degli stabili al rione Isola. L'immondizia è stata tolta ma gli alloggi vanno ristrutturati

Il tunnel sotto il condominio prima e dopo l'intervento

Il tunnel sotto il condominio prima e dopo l'intervento

Ci sono voluti quasi due mesi di lavoro, oltre 20mila euro e decine di viaggi ai centri di smaltimento rifiuti per restituire pulizia e un minimo di decoro allo stabile di via Egitto 79. Incuria, abbandono assoluta indifferenza nei confronti del bene pubblico hanno resto gli edifici di questa via, al confine tra città e campagna, ma al tempo stesso vicinissima al centro, uno dei luoghi più simbolici di quelle periferie difficili da recuperare.

leggi anche: VIA EGITTO, LA BATTAGLIA CONTRO RIFIUTI, DEGRADO, RASSEGNAZIONE

A chiusura della prima fase del lavoro di recupero del complesso, il presidente Atc Luigi Songa con i suoi tecnici, il vicesindaco Massimo Simion, l'assessore Patrizia Evangelisti e il consigliere comunale Francesco Iacoi sono tornati per fare il punto sugli interventi e su quanto resta ancora da fare. Il tunnel che conduceva ai garage è stato sgombrato e murato: all'interno è stato trovato veramente di tutto - compresa una pistola – ma ora tutti i rifiuti sono stati differenziati e rimossi e l'ingresso è stato murato. Vi si accede attraverso una porta opportunamente “blindata” per evitare intrusioni indesiderate le cui chiavi resteranno a disposizione del personale Atc, per garantire la possibilità di accesso (in caso di necessità) alle reti dei sottoservizi. Stesso destino anche per le cantine attraversate dalle colonne di scarico delle acque reflue e per una serie di appartamenti ormai vuoti e non più assegnabili: quattro quelli sgombrati e murati in attesa dei fondi per la riqualificazione. Tutti murati anche gli appartamenti a piano terra, da tempo riconvertiti in locali di sgombero macerie da parte di non si sa chi. “Il lavoro da fare è ancora molto – spiega il presidente Atc Piemonte Nord, Luigi Songa -. Vercelli è una realtà in cui abbiamo molte situazioni critiche da affrontare. Purtroppo interventi di sgombero come quelli che abbiamo già effettuato in questa zona assorbono moltissime risorse economiche che potrebbero essere utilizzate per il recupero degli stabili”.

Nel giro di due anni sono stati già spesi più di 50mila euro (ma da spendere ce ne sono almeno altri 10mila per completare l'intervento) per svuotare i due stabili gemelli di via Egitto dai rifiuti: denaro che poteva essere utilizzato per ristrutturare e rendere assegnabili alloggi ancora oggi in attesa di lavori. Lavori che sono molto urgenti: gli edifici, all'interno, hanno vani scala scrostati, macchie di umidità, muri ammuffiti, finestre rotte.

Alcuni alloggi, chiusi ma non ancora sgombrati da rifiuti e masserizie, restituiscono storie di disagio e sofferenza: sui mobili di una cameretta, tra libri di scuola, pelouche e giochi rotti, c'è una lettera, toccante, scritta a una mamma morta. Storie di vita scritte sui muri, sui mobili, sui libri dimenticati da persone che sembrano essersene andate abbandonando tutto.

“All'Isola – spiegano i tecnici Atc – oltre a questi due rilevanti interventi resta ancora da affrontare la situazione dei condomini tra via Cena e via Egitto: l'obiettivo è di far sentire la presenza di istituzioni e Atc anche per fare in modo che il lavoro fatto non vada sprecato”.

Nell'agenda di amministrazione e Atc, tuttavia, ci sono altre aree della città. Tutte complesse e problematiche.

“Nell'ultimo consiglio comunale – aggiunge Simion – il consigliere Catricalà ha sollevato il problema di via Natale Palli all'Aravecchia. E' un'altra zona molto difficile in cui si dovrà intervenire”. I residenti, in una lettera, hanno raccontato condizioni di vita estreme: serramenti pericolanti, porte sfondate, intrusioni di abusivi e cortili in cui regnano scarafaggi e topi. Il Comune, negli anni scorsi, ha candidato il progetto di riqualificazione delle palazzine a due differenti bandi, ma la ricerca dei fondi non è mai facile. Anche perché si tratta di trovare quasi due milioni di euro. “Per uno dei due bandi stiamo ancora aspettando la pubblicazione degli esiti. Sappiamo però che sono stati cambiati i requisiti in corso d'opera”, dice Simion. 

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