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Attualità | 06 luglio 2019, 10:17

Cinquant'anni di battaglie legali condotte con stile

MEDAGLIA D'ORO DELL'ORDINE PER L'AVVOCATO ROBERTO SCHEDA

Cinquant'anni di battaglie legali condotte con stile

Medaglia d'oro dell'Ordine per i 50 anni di attività forense dell'avvocato Roberto Scheda: un traguardo celebrato con una grande festa che ha coinvolto non solo i colleghi ma tutto il Tribunale, dai giudici ai magistrati, dai cancellieri al personale dell'Urp. Un'occasione per condividere un momento importante nella carriera di un avvocato conosciutissimo e stimato - e non solo a Vercelli, come hanno dimostrato le presenze di tanti autorevoli ospiti, tra i quali gli avvocati Giampaolo Zancan e Luigi Tartaglino di Torino.

A delineare i tratti di quello che ha definito come "lo stile di una professionista e di uno studio intero" è stata la presidente del Tribunale, il giudice Maria Teresa Guaschino. "Quando ho preso servizio a Vercelli, nel 1992, lei esercitava già da 23 anni - ha ricordato -: da allora ci siamo incontrati tante volte nelle aule. Con lei e con i tanti avvocati che sono cresciuti nel suo studio. E posso dire che, seguendo il suo esempio, nessuno di loro ha mai usato, nemmeno nei momenti più difficili, comportamenti impropri nei confronti delle controparti, specialmente se si trattava di persone deboli. Una correttezza e uno stile di lavoro che lei ha saputo trasmettere a generazioni di professionisti".

Tanti i legali cresciuti nello studio di Scheda: uno posto speciale, tra loro, è riservato all'indimenticabile ricordo di Donatella Pallavicini, civilista morta a soli 47 anni, "La sua scomparsa è una ferita che non si è mai chiusa", ha detto lo stesso Scheda. E poi tantissimi professionisti tra i quali l'attuale presidente dell'Ordine, Danilo Cerrato (come era stato anche per il predecessore, Roberto Rossi) che ha consegnato la medaglia d'oro a uno Scheda emozionatissimo e commosso.

Lui, protagonista di tanti processi (molti dei quali hanno avuto anche risonanza nazionale, a partire da quello a Mamma Ebe) ha voluto ricordare gli esordi, gli insegnamenti del suocero, l'avvocato Radice, i colleghi e "avversari" di valore incontrati in carriera, gli amici scomparsi, l'orgoglio di aver avuto in studio giovani professionisti che poi si sono fatti strada e, tra loro, di poter annoverare anche i figli Alessandro e Sara. "L'altro mio figlio Massimiliano - ha aggiunto Scheda, invitando gli ospiti al tradizionale brindisi - ha fatto scelte diverse e potete apprezzarne i risultati, assaggiando l'ottimo Grignolino che oggi produce insieme a mio genero".

"Questo lavoro mi ha dato la libertà - ha detto commosso Scheda - e mi ha consentito anche di impegnarmi in battaglie importanti". Battaglie che si sono estese all'ambito extra lavorativo e che oggi vedono Scheda in prima linea nelle iniziative a favore di particolari categorie di soggetti deboli. E, anche per questo, sono state tanto più graditi i fondi che personale del Tribunale e della Procura hanno raccolto a favore dell'associazione che si occupa di ragazzi autistici.

redaz

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