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Cronaca | 12 luglio 2026, 10:48

Incendi in Valsesia, si lavora per la messa in sicurezza delle zone colpite

Ancora fiamme a Fervento; pennacchi di fumo sulla Res di Varallo

Incendi in Valsesia, si lavora per la messa in sicurezza delle zone colpite

Seppur in miglioramento l'emergenza incendi in Valsesia non può ancora dirsi superata. A tracciare un quadro della situazione aggiornata è il presidente dell'Unione Montana, Francesco Pietrasanta. «A Cravagliana abbiamo ancora fumo in Valbella e sopra Sabbia. Le squadre Aib stanno bonificando in zona Colla; alla ⁠Res di Varallo ci sono tre pennacchi di fumo; a ⁠Fervento di Boccioleto l'incendio è ancora attivo ma ci sono le squadre Aib che stanno operando le bonifiche in zona alpe Seccio. A ⁠Cervatto/Fobello non ci sono fumate, sembrerebbe la situazione più tranquilla». Insieme alle squadre di terra, è attivo un elicottero della Regione mentre gli altri mezzi aerei sono dirottati in Ossola; «In Valsesia la situazione rimane stabile e sotto controllo e non c'è pericolo per le abitazioni». Nelle due settimane di fuoco, tuttavia, sono andati in fumo 450 ettari di boschi, l'area in assoluto più colpita.

E mentre resta attivo l'allerta incendi su tutto il territorio regionale, Pietrasanta ringrazia «tutti coloro che si stanno dando da fare per chiudere questa emergenza». 

Tra Valsesia, Ossola e Torinese sono stati oltre 500 gli operatori al lavoro: alle squadre dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine si aggiunge l’attività di oltre 200 tra Aib, volontari di Protezione civile e Croce rossa con 60 mezzi.

Lunedì la Regione ha convocato il tavolo per l’emergenza idrica, che sarà l’occasione per verificare la situazione causata dalla siccità, che è tra le cause degli incendi, e valutare eventuali misure da adottare, anche in accordo con il Governo e con le altre Regioni coinvolte. Saranno presenti il presidente Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna, Marco Gallo, e all’Ambiente, Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo. Sono stati convocati i rappresentanti delle associazioni agricole, dei parchi e le aree protette, i consorzi idrici, l’ente risi, l’Anbi, la Città Metropolitana di Torino, le Prefetture e le Province del Piemonte, gli enti locali, gli enti di governo dell’Ambito territoriale e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.

redaz

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