È stata inaugurata oggi in via Laviny “Endopank”, la panchina dedicata alla sensibilizzazione sull’endometriosi, promossa in collaborazione con l’associazione “La voce di una è la voce di tutte”, nata in città nel 2021 su iniziativa di Vania Mento e Alessia Astolfi.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione crescente verso la patologia ancora troppo spesso sottovalutata che colpisce circa tre milioni di persone in Italia, 14 in Europa e 190 nel mondo. L’endometriosi è una malattia cronica e invalidante che incide sulla qualità della vita con ricadute anche sul piano lavorativo e sociale.
«Oggi non inauguriamo una semplice panchina. Endopank non è infatti un arredo urbano: è un segno, è una scelta» ha dichiarato il sindaco, Roberto Scheda, durante la cerimonia. «Nella nostra Vercelli diciamo con chiarezza che l’endometriosi non è più invisibile perché non può esserlo, né deve esserlo».
La panchina, dotata di QR code, rappresenta uno strumento concreto di informazione e consapevolezza, capace di coinvolgere i cittadini e contribuire a rompere il silenzio che, per anni, ha accompagnato questa patologia. «Questa panchina ci parla. Attraverso un QR code racconta, informa e rompe l’indifferenza. E soprattutto dice a ogni donna: non sei sola. La tua battaglia è la nostra battaglia» ha aggiunto il primo cittadino.
Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre sottolineato il valore dell’impegno istituzionale e sociale nel contrastare le discriminazioni ancora presenti: «Parliamo di una malattia sociale, che pesa sulla vita delle donne, sul lavoro e sulla dignità. Donne costrette a scegliere tra salute e lavoro: questo, in una società civile, non è accettabile».













