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Provincia | 28 aprile 2023, 08:10

Molestie sessuali alla collega: chiesta una condanna a 4 anni e mezzo

Alle battute finali il processo nato dalla denuncia di una dipendente di un'azienda valsesiana.

Molestie sessuali alla collega: chiesta una condanna a 4 anni e mezzo

Richiesta di condanna a 4 anni e mezzo per un uomo finito a processo con le accuse di violenza sessuale e stalking. Una vicenda che ha per teatro il luogo di lavoro in cui erano impiegati entrambi i protagonisti: lui con una posizione gerarchicamente superiore, lei assunta da poco prima in prova, poi con contratto a tempo indeterminato. Secondo le accuse, nel giro di poco tempo si sarebbe passati da battute a sfondo esplicitamente sessuale rivolte alla donna ad approcci indesiderati, ai quali lei avrebbe sempre opposto resistenza, accumulando però stress e tensioni sfociate in un malore che, al termine di un'accesa lite con il superiore, l'aveva fatta finire in ospedale.

La donna si era confidata con alcuni colleghi e aveva informato i superiori della situazione e, alla fine, aveva deciso di sporgere denuncia.

«Attendibile e coerente nella ricostruzione dei fatti», secondo il pubblico ministero Annaelena Mencarelli, la donna, inizialmente costituita parte civile, si era poi ritirata dal processo dopo aver ottenuto un risarcimento dalla ditta, chiamata come responsabile civile e, parzialmente, anche dall'imputato.

Al temine della requisitoria, l'accusa ha chiesto una condanna per la violenza sessuale e il non doversi procedere per lo stalking, reato per il quale la parte offesa aveva ritirato la denuncia. Richiesta di assoluzione, invece, da parte dell'avvocato Enrico Barlassina: il suo cliente, che ha sempre negato gli addebiti, ha fornito una ricostruzione del tutto diversa, supportata anche da alcuni testi della difesa. Non solo: secondo il legale la ricostruzione dell'imputata non sarebbe così lineare come sostenuto dall'accusa. I

«Di tutti i testimoni ascoltati nessuno ha mai parlato di comportamenti sopra le righe, a parte in un'unica occasione, relativamente a una battuta». Al collegio, presieduto dalla giudice Enrica Bertolotto, la difesa ha anche ribadito l'eccezione di incompetenza territoriale, già sollevata in sede preliminare, dal momento che l'episodio più grave sarebbe avvenuto in provincia di Novara. 

Repliche e sentenza sono attese per il 22 giugno.

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