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Politica | 05 marzo 2023, 23:36

Lavarino replica alla Lega: «Ecco perché non mi dimetterò»

A stretto giro arriva la risposta all'inervento del gruppo consiliare del Carroccio

Lavarino replica alla Lega: «Ecco perché non mi dimetterò»

Riceviamo e pubblichiamo

Vi spiego perché non mi dimetterò.

Dico subito che non mi piace rispondere con comunicati ai comunicati o a mezzo stampa agli articoli di stampa è un ping pong che non mi appassiona e so anche che non appassiona. E mi scuso sin d’ora con la vostra pazienza.

Nel corso della conferenza stampa, durante la quale comunicavo la mia decisione di abbandonare la Lega, ho spiegato che le dinamiche all’interno del partito non sono aderenti al mio modo di interpretare la politica accogliendo il consiglio ”se non ti piace la porta è quella”.

Dopo le note dichiarazioni con il quale sono stato definito “mezzo uomo”, oggi ecco  che arriva la richiesta di dimissioni, ripercorrendo l’esito di una votazione avvenuta con un Consiglio Comunale, che in quel periodo non si riuniva in presenza e con i  consiglieri che dovevano rispondere ad una pec, con un'altra pec, attraverso un  sistema informatico che non aveva funzionato.

Un comunicato lunghissimo con il quale in sintesi scrivono, dal momento che sei stato eletto grazie ai nostri voti e poiché te ne sei andato, per coerenza ti devi dimetterti.

Evidenziando così che la politica della Lega si riassume con l’assunto, se non ti piacela porta è quella. Insomma, vattene e dimettiti, perché non ci rappresenti più.

Io invece chiedo rispetto, non per me ovviamente, questo da parte di alcuni è da tempo che non c’è più, io chiedo rispetto per le Istituzioni, la carica di Presidente delConsiglio non è appannaggio della Lega o di altri partiti e chi riveste una carica elettiva dovrebbe saperlo.L’incontestabile rilievo istituzionale della funzione di Presidente del Consiglio trascende gli equilibri politici e la giurisprudenza consolidata ribadisce che il Presidente del Consiglio Comunale, deve possedere requisiti di neutralità, imparzialità e terzietà.

La legge, non io, ribadisce che il Presidente del Consiglio Comunale, anche se è stato nominato attraverso una elezione, va oltre gli schieramenti politici e deve garantire il regolare funzionamento dell’organo consiliare e dell’ordinato svolgersi della dialettica politica in esso presenti.

Dimettermi su richiesta del un partito politico, che afferma di averti eletto, vorrebbe dire che, da questo momento, qualsiasi Consigliere, eletto Presidente del Consiglio Comunale, perderebbe i necessari e doverosi requisiti di imparzialità, neutralità e terzietà dovendo, da questo momento, essere fedele al partito dal quale proviene.

Romano Lavarino

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