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Spettacoli | 27 febbraio 2023, 19:28

"Roberta cade in trappola": al Civico lo spettacolo di Cuocolo - Bosetti

Nuovo appuntamento della Stagione teatrale degli Anacoleti.

"Roberta cade in trappola": al Civico lo spettacolo di Cuocolo - Bosetti

Dopo il successo registrato lo scorso anno con “Exhibition” che si svolse nelle sale del Museo Borgogna, giunge al secondo anno la collaborazione tra gli Anacoleti, la Compagnia italo-australiana Cuocolo/Bosetti e il museo stesso, promossa nell’ambito del progetto Corto Circuito di Fondazione Piemonte dal Vivo.

Per la stagione 2022/2023 in quest'occasione sarà il palcoscenico del Teatro Civico a ospitare la pièce “Roberta cade in trappola”, in scena venerdì 3 marzo alle 21.

Lo spettacolo, concepito nel 2015, si interrogava sullo stato dei rapporti dopo un evento eccezionale. Su quella rete di amicizie che si logora, sulla trappola che è la memoria, sull'isolamento, sulla perdita di coesione sociale. In una parola sulla situazione che abbiamo recentemente attraversato con la pandemia e che, forse, stiamo ancora attraversando. Considerato uno dei testi più belli della coppia italo/australiana è stato proposto in Italia in alcuni dei maggiori Festival ed è ora ripreso per la stagione 2023/24.

"Roberta cade in trappola" parla di relazioni. La nostra relazione con gli amici, con la loro assenza, con la memoria, col passato e con quello che del passato rimane. Partendo da elementi presi dalla nostra vita proviamo a toccare quella di molti. Roberta cade in trappola attraversa e mette in scena il passato, un vecchio registratore che dopo quarant'anni riappare con il suo carico di promesse, la labilità delle relazioni in un mondo in cui più le distanze si rimpiccioliscono, più le relazioni sembrano diventare distanti.

"Roberta cade in trappola" mette in scena la “Cosa Brutta” di cui parla David Foster Wallace insieme ad un'opera sgangherata di magia e un libro di una mostra di Duane Hanson vista molto tempo fa. Quel libro è diventato col tempo un'opera esso stesso, una specie di diario in cui si sono accumulate foto, ricami, disegni. Alla coppia Cuocolo/Bosetti è piaciuto interagire con l'opera iperreale di Hanson in cui persone vere sembrano false, e su queste persone false noi inseriamo ricordi di persone vere chiudendo così il cerchio. Le immagini tratte dal libro/catalogo della mostra che sono proiettate alle spalle di Bosetti e che Cuocolo mette a fuoco di volta in volta man mano che si procede con la descrizione delle varie relazioni, giocano forse su questa ontologica distanza: nessuno è un essere vivo, umano, conosciuto, o per lo meno vissuto e sentito come siamo noi a noi stessi. Gli altri sono lontani, distanti e irraggiungibili, per il semplice fatto forse di non esistere davvero ai nostri occhi.

Lo spettacolo riesce così in un’impresa assai ardua: raccontare la quieta disperazione, ostinazione e precisione nel ricercare, riconoscere e analizzare ciò che si è perduto. Nulla sfugge all’attenzione dei pochi eletti che sono animati da una sensibilità alla temperatura affettiva e a tutti i risvolti delle relazioni che li circondano in modi non accessibili a tutti. Niente sfugge alla loro sensibilità, come al loro pensiero magico. Il nastro magnetico non è un custode di ricordi, di verità, o di vita, di ciò che si è perduto e che, nonostante il desiderio, non si può (per il momento) ritrovare. Il nastro è al contrario un luogo – fisico – in cui vivere, l’unico in cui risieda l’ultima possibile tenerezza.

Per lo spettacolo non è prevista la prenotazione: prevendita dei biglietti (intero 15 euro, ridotto 10) con scelta dei posti: vivaticket.com.

redaz

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