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Cronaca | 06 maggio 2022, 07:10

Furti e truffe ai danni di anziani preti: richieste condanne per oltre 12 anni

Alle ultime battute il processo nato dall'indagine "Angeli e Demoni"

Furti e truffe ai danni di anziani preti: richieste condanne per oltre 12 anni

Richieste di condanna complessive per 12 anni e 1 mese al processo per furti, truffe e ricettazioni di assegni che sarebbero stati sottratti ad alcuni anziani sacerdoti.

L'indagine "Angeli e Demoni", condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Vercelli, ha portato alla sbarra cinque persone coinvolte, a vario titolo, in una serie di reati messi a segno in varie province del Piemonte tra cui Cuneo, Alessandria, Ivrea, Biella, Novara e Vercelli: un'indagine, condotta per lo più nel corso del lockdown 2020, poi spacchettata in vari procedimenti inviati per competenza territoriale a diverse procure piemontesi. A Vercelli il processo è alle ultime battute e, al termine della requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto quattro condanne e un'assoluzione, per Salvatore Battaglia, accusato della ricettazione di un orologio che, tuttavia, non venne trovato in suo possesso.

Richiesta di condanna, incece, per Luigi Manzato (4 anni e 4 mesi), per la sua compagna Lidia Atteritano (4 anni e 2 mesi): entrambii dovevano rispondere anche di furto in appartamento; per Massimo Minandri 2 anni e 3 mesi, e per Angelo Pizzone un anno e 4 mesi.

I legali che rappresentano i cinque imputati e che più volte hanno cercato di chiedere perizie calligrafiche sugli assegni oggetti di contestazione, hanno invece concluso le rispettive arringhe con la richesta di assoluzione: l'avvocato Danilo Cerrato ha sottolineato come Battaglia non fosse un ricettatore ma «un uomo che vive comprando e rivendendendo merce di un certo valore. Dunque non può sorprendere il fatto che in casa avesse merce di valore della quale abbiamo dimostrato la provenienza». Il legale ha inoltre sottolineato che dell'orolopgio rubato a un anziano sacerdote casalese nn venne trovata traccia a casa del suo cliente.

L'avvocato Amatelli, che difende Minandri, ha sottolineato la singolarità del fatto che nessuna parte lesa si fosse mai accorta del furto degli assegni fino a indagine avviata, il collega Andrea Gabba, che rappresenta Manzato, ha rilevato la mancanza di prove anche per il furto e così pure hanno fatto Paola Ranghino e Patrizio Cavallone in rappresentanza di Atteritano e Pizzone. La sentenza è attesa a giugno.

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