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Arte e Cultura | 02 marzo 2022, 09:34

«L'ora d'Aria», il bel romanzo di Laura Tarchetti

«La mia protagonista è sempre stata accompagnata dal canto della campagna, e non ha mai avuto paura di perdersi» dice l'autrice

Laura Tarchetti e il suo romanzo

Laura Tarchetti e il suo romanzo

Si chiama D'Inverno di cognome e Aria di nome. Un nome bello e sbagliato Il padre, infatti, avrebbe voluta chiamarla Maria.
E la storia di Aria si snoda tra il presente (siamo nel 2017) e ricordi del suo passato: primi anni del Novecento, nella campagna vercellese, ma non solo: c'è anche Vercelli con il suo giornale storico La Sesia e con uno storico direttore del dopo guerra: Antonio Tarchetti (nonno dell'autrice).
Sullo sfondo, comunque, c'è soprattutto la terra di risaia. «La mia protagonista – dice l'autrice – è sempre stata accompagnata dal canto della campagna, e non ha mai avuto paura di perdersi. Nemmeno adesso, che sta per arrivare la sua ora.»

“L'ora d'Aria” , già. È un romanzo. Il virgolettato è dell'autrice, Laura Tarchetti.
Un romanzo realistico ma con spunti fiabeschi, magici. Riecheggia Calvino nella (bella) scrittura dell'autrice.

Il libro - pubblicato dalla casa editrice Montag – è  ora acquistabile nel sito della casa editrice: https://www.edizionimontag.it/catalogo/lora-daria/

Laura Tarchetti, commercialista, esordisce dunque come autrice di un romanzo, ma sono anni che scrive racconti che riscuotono consensi a livello nazionale.

Ma leggiamo l'incipit.

 

1912, 15 aprile

Sembrava non arrivasse mai, la primavera. All’alba, nonostante il calendario indicasse la metà di aprile, quando era ancora buio e Beppe usciva per andare al pollaio, il cortile brillava di brina e i suoi passi lenti scricchiolavano rompendo il silenzio totale in cui era avvolto. Il respiro gli si addensava in nuvolette di vapore e potendo vederlo, da lontano si sarebbe detto che stesse fumando. Le giornate si susseguivano uguali, tutte caratterizzate dall’insolito clima freddo, dalla campagna ancora addormentata e dalla sensazione che il tempo si fosse fermato.

Poi, di colpo, era cambiato tutto.

 

Nota personale. Ho avuto l'onore di essere uno dei primi che ha letto questo libro. L'ho letto quando era ancora manoscritto. Ricordo che dissi a Laura: «Hai scritto un gran bel libro, mandalo a destra e sinistra. Vedrai, qualcuno lo pubblicherà. Non importa che venga pubblicato da un editore grande, importante. Importa che esca con un editore serio. È successo con l'editore Montag. E ne sono lieto.»

 

Remo Bassini

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