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Politica | 15 ottobre 2020, 09:26

Mozione di sfiducia al sindaco di Cigliano: "La sua amministrazione ha fallito. Deve andare a casa"

Da Bruna Filippi, Flavio Ranalli e Michele Campanella un appello ai consiglieri di maggioranza: "Per il bene del paese, chiudiamo quest'esperienza"

I consiglieri Flavio Ranalli, Michele Campanella e Bruna Filippi

I consiglieri Flavio Ranalli, Michele Campanella e Bruna Filippi

E' stata protocollata mercoledì la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Cigliano, Diego Marchetti, e della sua giunta. A firmare il documento, che recepisce i contenuti della lettera-petizione presentata nel corso della manifestazione di sabato e li integra con alcune altre motivazioni di carattere poltico e amministrativo, sono stati i consiglieri dei gruppi di minoranza che, nel corso di una conferenza stampa, hanno poi fatto appello ai colleghi eletti con Marchetti perché pongano fine a un'esperienza "fallimentare".

In diretta Facebook, Bruna Filippi, Flavio Ranalli e Michele Campanella hanno illustrato i contenuti e le motivazioni della mozione che, dovrà essere calendarizzata e discussa entro 30 giorni. "Abbiamo recepito l'invito sottoscritto da 670 cigianesi - ha detto Filippi - e che ovviamente condividiamo anche per una serie di motivazioni che vanno oltre il problema della scuola materna".

L'elenco delle criticità presentato da Filippi è assai lungo: mozioni e interrogazioni mai prese in esame, mancanza di risposte su temi ritenuti fondamentali per il paese, abbandono di tutte le attività culturali e delle collaborazioni con i centri del circondario e chiusura totale al dialogo non solo con le opposizioni, ma con tutto il paese.

"Quest'amministrazione - ha fatto notare Campanella - non solo non dialoga con l'opposizione ma ha smesso di ascoltare persino con chi li ha votati. Stanno chiusi nel palazzo e, quando devono dire qualcosa, usano toni sempre sopra le righe, per niente istituzionali, E' evidente che il percorso di questo gruppo è finito".

A tenere banco, natuaralmente, è la questione della scuola Ortensia Marengo, dichiarata inagibile da una perizia firmata dall'ingegner Furno, chiusa dal lockdown e, da allora, oggetto di polemiche e incertezze.

"Era da tempo che si sapeva che la scuola aveva bisogno di lavori - ha ricordato Ranalli -, loro stessi avevano stanziato dei fondi a luglio dello scorso anno. Ma nulla è stato fatto. E, anche adesso, non ci viene data alcune prospettiva per il futuro. Non sanno cosa fare. Dunque è meglio che vadano a casa".

La battaglia per la materna è molto sentita in paese: un po' perché i genitori hanno dovuto arrangiarsi alla meno peggio - qualcuno tenendo i bambini a casa, altri facendo ricorso alle scuole di Alice, Saluggia, Villareggia, Sant'Antonino, San Germano - un po' perché la soluzione prospettata dall'amministrazione comunale e finora non attuata, non convince più di tanto.

"L'idea di portare altre 100 persone tra bambini e insegnanti in una scuola che già ne ospita 470 - aggiunge Filippi - non è certo la strada ottimale da seguire in un momento in cui occorre restare distanziati il più possibile".

Poi ci sono le altre criticità rimaste irrisolte "e addirittura sono peggiorate - aggiunge Ranalli -. Viene messo un finto tetto per smontare il ponteggio intorno a Palazzo Carpeneto ma senza sistemarlo, solo per evitare i rischi derivanti dalla presenza del ponteggio stesso. Il parco giochi è abbandonato per un anno; il bando per la gestione degli impianti sportivi sta trovando forse solo adesso una soluzione. E questo solo per ricordare alcune delle tante cose che non vanno".

Eppure Cigliano è un Comune dalle finanze solide e dalle rilevanti capacità di spesa. "Ma se non ci sono progetti e idee da mettere in atto i soldi non servono - fanno notare i consiglieri di minoranza, che, poi, lanciano anche un allarme -. Rischiamo di perdere il finanziamento regionale ottenuto proprio per la Ortensia Marengo: 170 mila euro destinati al cappotto termico ma che, viste le emergenze della scuola, potevano anche essere utilizzati per il consolidamento delle fondamenta". Temi che, nei giorni scorsi, i consiglieri di minoranza hanno illustrato anche al Prefetto di Vercelli, ottenendo ampie rassicurazioni sul fatto che l'intervento alla scuola materna debba essere una priorità per l'amministrazione e - nel caso - anche per un eventuale commissario.

 

A Campanella il compito di chiudere con alcune riflessioni più "politiche": "La voce dei cittadini è stata ben chiara - ha detto - due manifestazioni molto partecipate, una petizione sottoscritta da quasi 700 persone. E poi le dimissioni di due assessori, di un consigliere e la mia uscita dal gruppo dicono che l'esperienza di Marchetti deve chiudersi. A chi ha rassegnato le dimissioni dopo la manifestazione di sabato va il nostro ringraziamento per aver dato un segnale importante e aver colto il malessere del paese. E, ai consiglieri di maggioranza, rivolgo un appello personale: se votate contro la mozione di sfiducia sarete responsabili di quello che succede e succederà". 

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