Hanno tentato di introdurre sostanza stupefacente all’interno del carcere di Vercelli lanciandola dall’esterno, nascosta in una pallina da tennis. Il tentativo è stato scoperto nel pomeriggio del 28 ottobre grazie all’attenzione del personale di Polizia Penitenziaria e al tempestivo intervento degli operatori in servizio. Il quantitativo di cannabis recuperato, risultato positivo agli appositi test, ammonta complessivamente a 9,1 grammi. A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), e Vicente Santilli, segretario per il Piemonte, che esprimono apprezzamento per l’attività svolta dal personale dell’istituto piemontese.
Secondo la ricostruzione dei fatti, intorno alle 17.30 un’agente in servizio presso la portineria ha segnalato alla sala controllo la presenza di tre soggetti non identificati che si aggiravano lungo la strada adiacente al parcheggio riservato al personale di Polizia Penitenziaria, nei pressi del perimetro dell’istituto. L’operatore della sala controllo ha avviato immediatamente il monitoraggio attraverso il sistema di videosorveglianza. Circa dieci minuti dopo, le telecamere hanno ripreso uno dei soggetti mentre lanciava un oggetto all’interno della struttura, in direzione del campo sportivo. E' così scattato l’allerta alla sorveglianza generale e al capoposto, con l’attivazione delle ricerche. Un assistente di Polizia Penitenziaria in servizio, raggiunto il campo sportivo, ha trovato al centro del terreno una pallina da tennis; all’interno erano nascosti due involucri contenenti una sostanza marrone, avvolti in carta argentata. Gli accertamenti effettuati con gli appositi test hanno dato esito positivo alla cannabis: il primo involucro pesava 4,7 grammi, il secondo 4,4 grammi, per un totale di 9,1 grammi di sostanza stupefacente. Il materiale è stato sequestrato e custodito nella cassaforte dell’Ufficio Comando, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
«Il nostro plauso va al personale, che ha dimostrato attenzione, professionalità e capacità di coordinamento. La segnalazione tempestiva dalla portineria, il monitoraggio delle telecamere e l’immediata attivazione degli operatori hanno consentito di individuare e recuperare la sostanza prima che potesse raggiungere i detenuti», dichiarano Capece e Santilli.
«Il lancio di droga dall’esterno, attraverso modalità sempre più ingegnose, conferma quanto sia importante mantenere elevati i livelli di vigilanza e investire in sistemi tecnologici e strumenti di prevenzione efficaci. La Polizia Penitenziaria svolge un lavoro essenziale, spesso in condizioni difficili, per impedire che gli istituti diventino luoghi nei quali sia possibile introdurre e gestire sostanze stupefacenti illegalmente».













