Riceviamo e pubblichiamo.
Come già avvenuto lo scorso anno, una delegazione della Camera Penale di Vercelli “Riccardo Greppi” ha effettuato una visita alla Casa Circondariale di Vercelli, nell’ambito del più ampio progetto voluto dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con l'obiettivo di un costante monitoraggio delle condizioni della struttura, degli spazi detentivi e, più in generale, la situazione delle persone private della libertà e di chi quotidianamente opera all'interno dell'istituto.
La visita ha rappresentato l’ennesima occasione di confronto con la realtà concreta del carcere vercellese, anche alla luce dei dati contenuti nella più recente Relazione sulle attività e sullo status della Casa Circondariale di Vercelli – 2026, redatta dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà, Pietro Oddo.
I numeri restituiscono innanzitutto un quadro di significativo sovraffollamento. A fronte di una capienza effettiva indicata in 215 posti, al 2 dicembre 2025 risultavano presenti 342 persone detenute, di cui 309 uomini e 33 donne, con un tasso di sovraffollamento complessivo pari al 159% nelle sezione maschile e del 165% nella sezione femminile.
Si tratta di numeri che inevitabilmente incidono sulle condizioni di vita all'interno dell'istituto e sulla possibilità di garantire pienamente quella funzione rieducativa della pena che la Costituzione, all'articolo 27, pone come principio fondamentale.
Permangono inoltre problemi relativi agli impianti e alle condizioni igienico-sanitarie. In particolare rimangono inalterate le ben note criticità connesse a un impianto di riscaldamento inadeguato, con temperature che nel prossimo inverno saranno insufficienti in numerose celle, l'assenza di docce e acqua calda all'interno delle camere detentive, nonché sale docce che necessitano di interventi di rifacimento a causa di infiltrazioni, umidità, muffe e problemi agli scarichi.
Inoltre la condizione di sovraffollamento si accompagna a una significativa carenza di personale. Una situazione che non riguarda esclusivamente la sicurezza dell'istituto, ma che finisce inevitabilmente per ripercuotersi anche sull'esercizio concreto dei diritti delle persone detenute, compreso il diritto alla salute, ai colloqui, alla formazione e al mantenimento dei rapporti con l'esterno.
La Camera Penale di Vercelli “Riccardo Greppi” ritiene che il tema delle condizioni detentive debba essere affrontato anche nella prospettiva del diritto di difesa e della dignità della persona, principi che devono rimanere pienamente garantiti anche nei confronti di chi si trova ristretto.
La visita dello scorso 10 settembre deve rappresentare non un momento isolato, ma l'occasione per mantenere alta l'attenzione sulle condizioni della Casa Circondariale e per favorire un confronto costante tra istituzioni, operatori penitenziari, avvocatura, magistratura, servizi sanitari, enti locali e realtà del territorio.
La situazione del carcere non può essere considerata una questione confinata tra le mura dell'istituto. Riguarda direttamente il nostro Stato di diritto e la capacità delle istituzioni di garantire che la pena venga eseguita nel rispetto della dignità della persona e della sua finalità costituzionale.
La nostra Camera Penale intende pertanto continuare a svolgere il proprio ruolo di osservazione e di sensibilizzazione, portando all'attenzione delle Istituzioni le criticità riscontrate e sostenendo, nel contempo, tutte quelle esperienze che all'interno della Casa Circondariale dimostrano come rieducazione, formazione, lavoro e relazioni con il territorio possano costituire strumenti concreti di sicurezza sociale.
Il rispetto della dignità delle persone detenute, la tutela dei diritti fondamentali e il sostegno al lavoro degli operatori penitenziari non sono obiettivi contrapposti alla sicurezza, ma ne costituiscono una sua componente essenziale.














