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Attualità | 22 luglio 2026, 08:52

Minori, i dati dell'affido nel Vercellese e nel Biellese

La consigliera regionale Canalis: «Occorre potenziare la rete delle famiglie»

Minori, i dati dell'affido nel Vercellese e nel Biellese

«La legge regionale 17/2022, cosiddetta “Allontanamento zero”, si è rivelata inutile e dannosa. A confermarlo sono i dati ottenuti in risposta a una mia richiesta di accesso agli atti all’assessorato regionale alle Politiche sociali: a quasi 4 anni dall’entrata in vigore della legge, i minori fuori famiglia sono aumentati e per la prima volta i minori ospitati in comunità hanno superato quelli nelle famiglie affidatarie. Al 31 dicembre 2025 in Piemonte risultano 2.689 minori fuori dalla famiglia d’origine: 1.342 in affidamento familiare e 1.347 nei servizi residenziali. Nel 2024 erano 2.647. In un anno sono aumentati di 42 (+1,6%). Gli affidamenti familiari passano da 1.390 a 1.342: 48 in meno (-3,5%). I  minori nelle strutture sono saliti da 1.257 a 1.347, 90 in più (+7,2%)». Lo rende noto la consigliera regionale del Pd Monica Canalis, in una nota in cui traccia anche un quadro dettagliato della situazione a livello territoriale.

Nel biellese e vercellese al 31 dicembre 2025 risultano 234 i minori fuori famiglia seguiti dai Consorzi socio-assistenziali:  Biella 93 (40 in strutture residenziali); Vercelli 61 (46 in strutture); Cossato 39 (16 in strutture); Gattinara 9 (3 in strutture); Santhià 20 (6 in strutture); Varallo 12 (6 in strutture).

«Gli allontanamenti - commenta la consigliera Monica Canalis - sono misure assunte dall’autorità giudiziaria come extrema ratio di fronte a situazioni gravi che possono compromettere la salute, l’incolumità e lo sviluppo equilibrato dei minori. Non possono, pertanto, essere impedite da un’iniziativa ideologica e pleonastica come quella messa in campo da Chiara Caucino e Maurizio Marrone dopo i fatti di Bibbiano. “Allontanamento zero” era una legge-bandiera, il cui obiettivo dichiarato era quello di diminuire i minori messi in protezione, potenziando il sostegno alle famiglie d’origine. I dati certificano che non solo il numero degli allontanamenti in Piemonte non è diminuito dopo l’entrata in vigore della nuova legge regionale, ma l’operatività dei servizi sociali è stata ingessata e resa meno scorrevole, introducendo elementi di sospetto e delegittimazione, che hanno impattato negativamente anche sulle famiglie affidatarie, diminuite, accrescendo così i minori ospitati in struttura». 

Canalis rileva anche che «il numero totale dei minori fuori famiglia è aumentato sia per la forte presenza di minori stranieri non accompagnati, che tecnicamente non sono allontanati dall'autorità giudiziaria, ma vengono conteggiati dall'assessorato regionale tra i minori fuori famiglia, sia per il depauperamento del tessuto sociale piemontese. Nonostante il Piemonte sia prima Regione in Italia per misure di prevenzione e sostegno alla famiglia d'origine, ci sono molti nuclei familiari problematici e i nostri servizi sociali, educativi, sanitari e giudiziari intervengono di più che in altre Regioni per tutelare i minori».  

In conclusione, secondo Canalis, «occorre invertire questa tendenza promuovendo in tutta la Regione delle campagne informative a favore dell’affido, che coinvolgano nuove famiglie, come ad esempio sta facendo il Comune di Torino». 

redaz

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