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Politica | 01 settembre 2023, 07:18

Cgil, Cisl e Uil: «Giustizia, controlli e sanzioni: non si deve morire di lavoro»

La nota dei sindacati dopo la strage di Brandizzo

Cgil, Cisl e Uil: «Giustizia, controlli e sanzioni: non si deve morire di lavoro»

Riceviamo e pubblichiamo.

Ennesimo tragico incidente sul lavoro la scorsa notte sulla linea ferroviaria Torino Milano. Sette operai, tutti dipendenti della ditta Si.Gi.Fer di Borgovercelli, titolare dell’appalto di manutenzione dell’armamento ferroviario, stavano sostituendo un tratto dei binari all’altezza della stazione di Brandizzo quando sono stati travolti da un convoglio in transito. Cinque di loro sono deceduti, ennesime vittime della continua strage di lavoratori e lavoratrici che ormai ha assunto proporzioni intollerabili.

Ancora una volta ci troviamo a denunciare un’organizzazione del lavoro troppo approssimativa in termini di sicurezza e prevenzione del rischio e ci interroghiamo sulla ragione per cui quella linea ferroviaria soggetta a manutenzione fosse operativa durante le attività. Ancora una volta sono coinvolti lavoratori in appalto, ancora una volta delle persone sono morte per guadagnarsi da vivere.

Da tempo CGIL CISL e UIL chiedono maggiori controlli, non è più tempo di scuse e di ritardi, le Autorità devono assumersi la responsibilità di intervenire ed investire in materia di sicurezza sul lavoro; vanno rafforzate le norme oggi presenti ed aumentate le sanzioni per le violazioni.

“Non vogliamo più trovarci di fronte a simili tragedie, chiediamo giustizia, controlli, sanzioni. NON SI DEVE MORIRE DI LAVORO” affermano i Segretari Generali di CGIL CISL e UIL, Bossoni, Ugazio e Mosca. Kevin Laganà 22 anni, Michael Zanera 34 anni, Giuseppe Sorvillo 43 anni, Giuseppe Saverio Lombardo 53 anni, Giuseppe Aversa 49 anni, non sono cinque nomi, erano cinque uomini, cinque persone, cinque lavoratori che non hanno fatto ritorno a casa, alle loro famiglie. Nell’attesa di valutare le iniziative sul territorio CGIL CISL e UIL esprimono il più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime. 

c.s.

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