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Arte e Cultura | 10 novembre 2022, 16:06

Bruno Vallepiano: l'uomo di montagna che scrive gialli

Autore del giallo “La donna con la pistola”, Golem

Bruno Vallepiano: l'uomo di montagna che scrive gialli

Sforna gialli e libri in quantità e di qualità la casa editrice Golem, di Torino.

Come "Ayahuasca: Delitto a Sanremo" (tra i primi nelle vendite degli e-book su Amazon), come la brava Cristina Origone, come Cesare Battisti, autore tradotto in Europa e Sud America e che è appena uscito, appunto con Golem, con il libro “L'ultima duna”.

E poi c'è lui, Bruno Vallepiano, classe 1956.

Con Golem ha pubblicato “La donna con la pistola”, menzione di merito al Premio Monti.

Un libro che ti vien voglia di leggerlo sfogliando le prime pagine.

Ecco l'incipit.

 

«Ehi, giovanotto, sapresti dirmi a che ora passa il pullman per Cuneo?»
Mi ero voltato più per il tono di voce che per il fatto che quella donna mi avesse apostrofato “giovanotto”.
Stavo andando a piedi verso la nostra nuova casa, mia e di Ceci, completata finalmente dopo quasi due anni di lavori, ero nei pressi della fermata degli autobus e pensavo ai fatti miei, come sempre, senza guardarmi intorno, quando avevo sentito la voce rivolgersi a me.
Prima non l'avevo neppure notata.
«Il pullman per Cuneo? Qui non ne passano pullman per Cuneo, signora.»
«Signora un paio di palle. Allora a che cazzo serve quest'affare? C'è scritto Cuneo.» E mi aveva indicato la tettoia in plexiglass, retta da una struttura di ferro pitturata di giallo ed un cartello, dove in effetti c'era scritto anche Cuneo.
Normalmente, le signore non usano né questi toni e nemmeno tale terminologia. Forse per questo mi ero avvicinato, per vederla da vicino.
Avrà avuto circa una settantina d'anni; leggermente sovrappeso, ma non troppo, piuttosto spettinata, ma con un viso che conservava tratti piacevoli. Doveva essere stata una bella donna. E aveva una macchia di sangue sulla camicetta bianca.
«Si è ferita, signora?» Avevo insistito. «Si sente bene?» Vista da vicino mi sembrava che fosse un po' fuori fase.
«E daje con 'sta signora. Quindi per andare a Cuneo che cazzo devo fare secondo te?» Era passata al tu, o forse non era mai stata altrove.
«Può chiamare un taxi. Il calzolaio fa anche noleggio con conducente.»
«Ma porca puttana! Un taxi? Ma stiamo scherzando?»
Mi stavo allontanando visto che, nonostante la signora fosse così gentile, non era scattata la molla della simpatia, quando mi aveva rivolto un'altra domanda.
«Ma secondo te, come ci sono arrivata qui?»
Avrei voluto risponderle che non mi interessava, ma aveva frugato nella borsetta ne aveva estratto un revolver color acciaio e me l'aveva mostrato. Non sembrava avere intenzioni bellicose, ma aveva pur sempre in mano un cannone molto pericoloso. Dopo averlo agitato per qualche istante l'aveva riposto nella borsa.
«In qualche modo sarò ben arrivata, visto che sono qui.»
Il ragionamento non faceva una grinza.
«Sono venuta per ammazzare Tarcisio, ma adesso che l'ho fatto devo tornare a Cuneo.»

 

Ma torniamo a Vallepiano.
Nato a Roburent nel 1956, in questo paese della montagna cuneese risiede tutt'oggi, occupandosi di attività turistiche e di letteratura e dove ha ricoperto dal 2004 al 2016 la carica di sindaco.
Nel 2018 è stato anche nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella.

Scrive saggi, gialli, sceneggiature. Ha fatto il giornalista. Ma quando scrive, Vallepiano, si porta la (sua) montagna dentro.

Dice infatti. "Io sono un montanaro per scelta. Quel che ho scritto nella mia vita, che fossero saggi, guide, sceneggiature o romanzi, hanno sempre sullo sfondo la montagna. E' l'ambiente che più amo, che conosco bene. Conosco i suoi pregi e i suoi difetti, le meraviglie e le tragedie. Di questo scrivo."

 

Veniamo infine al suo ultimo libro, “La donna con la pistola”.

Mauro Bignami (protagonista del libro, lo abbiamo letto nell'incipit) sta attraversando a piedi la piazza deserta di Gariola, il piccolo villaggio di montagna dove risiede e la sua attenzione viene richiamata da un'anziana signora, seduta alla fermata della corriera, che lo apostrofa in modo bizzarro e gli chiede un'informazione.
La piazza è vuota, Bignami si avvicina e la donna, con sguardo allucinato, gli mostra un grosso revolver confidandogli di aver ucciso “Tarcisio”.
Mauro Bignami, scosso da questo strampalato incontro, si allontana intimorito. Ma la sua curiosità è grande, e commenta l'accaduto con l'amico Paolo. Quindi, nel tentativo di comprendere chi sia costei e che cosa sia realmente accaduto, tornano insieme sul luogo del bizzarro incontro, ma la fermata del bus è vuota e di lei non vi è più traccia, quasi fosse stata una visione.
Poco tempo dopo, però, la donna viene trovata morta, proprio alla fermata della corriera, apparentemente suicida.
Alcuni particolari, tuttavia, convincono Bignami che si tratti di omicidio e questo scatena il suo spirito indagatore.
Si imbatte così in una vecchia vicenda di malagiustizia, che fa riemergere dal passato sordidi fatti e squallidi personaggi senza alcuna morale.

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