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Arte e Cultura | 01 agosto 2020, 17:39

"La morte vien di notte, in un sussurro di gelo"

Omicidio al civico 7: il nuovo giallo storico di Angelo Marenzana

Omicidio al civico 7: il nuovo giallo storico di Angelo Marenzana

Omicidio al civico 7: il nuovo giallo storico di Angelo Marenzana

Con Omicidio al civico 7 il bravo scrittore alessandrino Angelo Marenzana torna in libreria. Da anni, con la sua scrittura elegante, ci ha abituati a gialli di ottima fattura. Si tratta di un nuovo giallo storico ambientato in un’epoca che ha segnato la nostra Storia e che ancora oggi è al centro di un dibattito sociale e culturale che sembra non trovare una pacificazione. Al momento il libro è 18° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

Ma leggiamo l’incipit di questo nuovo libro.

Uno schermo nero. Una vita recisa. La caduta nello sprofondo dell’ignoto senza possibilità di un passo indietro. Un graffio sulla pelle, un’incisione rossa che nulla c’entra con il pallore della carnagione. Impronte livide chiazzano la cute alla base del collo. Segni lasciati da una stretta mortale. Una collana strappata dalla furia del gesto. Tracce di perle. Rimbalzano a terra sulle lastre di sasso dell’androne di un anonimo caseggiato. Piccoli gioielli, sfere ambrate, opache. Corrono veloci lungo il perimetro dell’ingresso del civico 7. Infrangono con riflessi evanescenti l’intensità della penombra. I loro guizzi sulla pietra producono un leggero ticchettìo. È l’ultimo suono percepito dalla vittima prima di finire risucchiata nel buio di una dimensione inesplorata. La cecità trascina via l’eco dei suoi pensieri, ricordi, amori e colpe maturate nel corso dell’esistere. Tutto così improvviso e risoluto da non concedere il tempo della sorpresa. Solo il baleno designato dal destino. E la capitolazione al volere del fato.
Perché la morte non inganna.
Si muove inequivocabile tra le pieghe del nulla. Scioglie il nodo dell’enigma del tempo. Osserva in bilico sul vuoto dell’eternità.

La morte vien di notte in un sussurro di gelo.

 

Marenzana, a bruciapelo, che tipo di scrittore si sente di essere? Mi dica la prima cosa che le viene in mente.

Faccio parte di quella generazione a cui le storie venivano ancora raccontate. La comunicazione era fatta di chiacchiere e radio. E così pure il tempo libero. Le immagini televisive non erano ancora un patrimonio collettivo e nemmeno una potenza invasiva. I “vecchi” (o quelli che apparivano tali, visto che negli anni a cavallo tra i 50 e i 60 chi aveva fatto la guerra o aveva vissuto il regime erano i quarantenni) tiravano fuori dal cappello storie, aneddoti e sapevano rievocarle con grande fascino.

 

C’è ancora Alessandria, la sua città, in questo libro.

A volte penso che Alessandria non abbia nulla di speciale. E forse è per questo che è perfetta per essere narrata. Chi scrive di delitti sa che le ombre è più facile trovarle proprio nella bruma che non tra i riflessi di un cielo aperto. Nelle loro analisi giornalistiche, molti esperti di cronaca locale hanno sostenuto negli anni 70/80 che Alessandria portasse con sé il primato per il maggior numero di casi di omicidio irrisolti. E allora perché negare alla città il diritto ad avere alcuni eroi che invece i casi li risolve assicurando i colpevoli dietro le sbarre del carcere?

 

Un po’ di trama.

Siamo nell’Alessandria nel maggio 1936, XIVsimo anno dell’èra fascista. Dopo la recente scomparsa della moglie Betti, il commissario Augusto Maria Bendicò, condizionato dal proprio dolore, preferisce sbrigare pratiche burocratiche al sicuro della scrivania piuttosto che essere in prima linea a dialogare con sé stesso o, meglio, con quella che lui crede essere la voce della sua amata. Ma un nuovo caso lo costringe ad affrontare i fantasmi del passato. Il corpo di Eleonora Picchio, affascinante e giovane promessa canora del Cavallino Bianco, viene ritrovato senza vita sulle scale interne di un palazzo in via Dante 7. Si tratta infatti della seconda morte in circostanze poco chiare avvenuta nell’arco di pochi giorni. Poco tempo prima, infatti, dopo il coinvolgimento di Tullio Carbone nello scandalo del fallimento dell’agenzia di investimenti, si era consumato un dramma nel dramma: Matilde, la sorella dello stesso Carbone, era caduta dalla finestra di casa nel bel mezzo della notte. Ma si era trattato veramente di un incidente? C’è una relazione tra le due donne? In questura sembrano tutti concordi ad archiviare entrambi i casi come fatalità, anche in vista della prossima dichiarazione del duce sulla nascita dell’impero. Ma il commissario è deciso ad andare fino in fondo nell’inchiesta grazie anche al sostegno del dottor Silvera. Alessandria è in fermento. La guerra in Etiopia è al termine e la vittoria dell’Italia è cosa fatta. Ma la verità deve venire a galla, a costo di rovinare una festa che il popolo crede di meritare...

 

Angelo Marenzana (alessandrino classe 1954 ed ex funzionario dell’Agenzia delle Dogane) ha esordito con Frontiere (Mobydick, 1999) cui fa seguito la pubblicazione di un gran numero di racconti su Il Giallo Mondadori, Epix Mondadori, Urania, Stop, Crimen, Cronaca Vera, Omissis (Einaudi). Tra i vari romanzi, L’uomo dei temporali (Rizzoli, 2013), Alle spalle del cielo (Baldini e Castoldi, 2017) e L’ultima storia da raccontare (Watson Edizioni 2018 scritto a quattro mani con Danilo Arona). Per Fanucci Editore nella collana Nero Italiano nel 2019 ha pubblicato Il delitto del fascista Nuvola Nera.

 

Angelo Marenzana, Omicidio al civico 7, Nero Italiano (Fanucci), 240 pagine, 13 euro

 

rb

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