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Arte e Cultura | 02 ottobre 2022, 19:50

Tre autori "in giallo" al Circolino dell'Isola

Simona Matraxia (Una scheggiai di tristezza purissima), Franco Ricciardiello (Torino Nouvelle Vague) e Remo Basssini (La suora): domande incrociate per circa un'ora, davanti a una sala gremita

Tre autori "in giallo" al Circolino dell'Isola

Circolino dell'Isola, venerdì 30 settembre. Tre autori vercellesi, tre giallisti, dopo i saluti del presidente Francesco Ruggiero, davanti un pubblico numeroso, presentano i loro libri. Ecco cosa hanno detto dei loro libri. Due domande (incrociate, tra gli autori) per libro.Il tutto in un'ora e pochi minuti, con domande finali del pubblico. Prima dell'incontro, un sincero ringraziamento degli autori al Circolino e a tutti i presenti. Tanti davvero, per una presentazione.

 

LA SUORA”, REMO BASSINI, GOLEM EDIZIONI.

Domanda. Raccontaci di questo libro. E poi: Come è nata l'idea del libro?

La risposta di Bassini.

Racconto dal punto di vista della suora, che è la coprotagonista. Fingo di essere lei, ora. “Una sera di gennaio, a Orta ho conosciuto un uomo, ho visto che stava male, lui non voleva saperne di me. Ma dopo due ore ho visto che mi sorrideva in modo dolce, allora gliel'ho detto. Ho detto: tra pochi giorni diventerò una suora di clausura. Dieci anni dopo l'ho chiamato all'isola di San Giulio. Mia madre, una donna di 81 anni, aveva ucciso una possidente agricola di 69. L'aveva uccisa, aveva confessato, ma senza dire null'altro.. Ho così chiesto aiuto al mio amico Romolo. Che è andato a Vercelli, ma c'era il lockdown, poi si è messo a scavare nel passato di mamma, negli ultimi anni della guerra, tra scontri e amori impossibili...”. Questo è il racconto visto dalla suora. Ho scritto questo libro durante il primo lockdown. Mi mancavano alcuni luoghi del Piemonte che amo, il lago d'Orta, l'alta Valsesia. Il personaggio principale, Romolo Strozzi, si addormenta sognando i monti innevati oppure il lago. Come me. Non ci fossero stati Covid e lockdown non avrei scritto questo libro.

Seconda domanda. Molti autori "fidelizzano" i lettori creando un personaggio seriale, tu invece ti tieni fedele alla storia "indipendente".

Risposta di Bassini.

Il protagonista del libro è un venditore di tome in nero che vive in una baita sgangherata. Si ritrova a fare l'investigatore privato per caso... Potrei scrivere un'altro libro, ma il problema non è Romolo Strozzi, il problema è la suora, di cui lui è innamorato. La domanda che uno si fa leggendo questo libro è: bene, Romolo Strozzi è innamorato della Suora, ma lei? Lei cosa prova? Prega sempre o magari ha dei pensieri proibiti per lui? È una domanda troppo bella, e a mio avviso certe domande sono le più belle di tutte perché sono destinate a non avere risposta. Vorrei scrivere La suora due, ma non posso...

 

 

UNA SCHEGGIA DI TRISTEZZA PURISSIMA”, SIMONA MATRAXIA, GOLEM EDIZIONI.

Domanda. Questo libro è piaciuto: recensioni positive, citazioni in alcuni premi. Il protagonista, un giovane ispettore, cammina sulla neve di Londra. Parlaci del libro.

Risposta di Matraxia.

Il romanzo è allo stesso tempo la storia di un’indagine, che si svolge in venti giorni serrati di ricerche, e dell’uomo che la porta avanti. Siamo a Londra. Dicembre, ultimi giorni del 1959. L’ispettore Thorne, appena arrivato dalla provincia, deve far luce su uno strano caso: un ragazzo ucciso e lasciato tra le braccia di una statua, come se qualcuno avesse voluto comporre una Pietà. Ben preso si trova con un pugno di sospettati e un groviglio inestricabile di ipotesi, che formula e distrugge tra tentativi ed errori... La soluzione del caso lo porta a sfiorare una serie di piccole storie private e ad affrontare verità che si svelano: tutte hanno una vena amara, una scheggia di tristezza. Ce ne sarà una anche per la vittima, e una per lo stesso Thorne.

Seconda domanda: i libri che ha scritto sono ricostruzioni minuziose ma ambientate all'estero. Pensi che nel suo futuro ci saranno anche storie ambientate in Italia?

Risposta di Simona Matraxia

È difficile fare previsioni su quello che scriverò. Spesso le storie si palesano all’improvviso: questione di un dettaglio che incontro per caso e che fa scattare qualcosa. Mi piacciono le ambientazioni lontane nello spazio e nel tempo, mi piace scoprire nuovi scenari, mi piace l’idea di uscire dal mio quotidiano e di usare nomi stranieri. Un tentativo con un’ambientazione italiana c’è stato in realtà (me lo sono imposta), e ha anche avuto esito felice, ma sono comunque finita in un paesino della Calabria, arroccato sui monti della Sila, un po’ più di sessant’anni fa. Non proprio qui e ora.

 

 

TORINO NOUVELLE VAGUE”, FRANCO RICCIRDIELLO, TODARO EDITORE.

Domanda. Che relazione c'è tra arti e scrittura, qui c'è il cinema con l'omaggio alla nouvelle vague e in po' di musica. Il cinema è stato una fonte di ispirazione: la storia e i riferimenti a quell'ambiente culturale sono cresciuti in parallelo, o ci sono state due idee separate e poi integrate dopo? E più in generale altre forme d'arte influenzano la scrittura?

Risposta di Franco Ricciardiello.

Esistono opinioni contrastanti sul fatto se la letteratura sia arte, o qualcos’altro. Io nutro da sempre un forte interesse per pittura e fotografia, per la musica e per il cinema d’autore, sia come fonte di ispirazione per la scrittura, sia come tema del racconto. Per questo ciclo di romanzi gialli, le indagini del pm Erasmo Mancini, attingo di volta in volta ispirazione a una delle mie passioni: nell’indagine precedente la musica, in questo libro il cinema, nel prossimo la letteratura. La costruzione dei riferimenti ai film di Jean-Luc Godard si è sviluppata insieme alla stesura della trama, un’ossessione artistica.

Seconda domanda. Il tuo libro è un omaggio a Godard. Ma il personaggio che resta nella mente del lettore è quello del pubblico ministero Mancini. È lui che indaga, lui che risolve. Sulla quarta di copertina si legge: Uomo di poche parole, all'apparenza scostante, ma provvisto della capacità di comprende l'animo umano e le sue debolezze: Come è nata l'idea di questo protagonista, strano ma affascinante? Io non so quanto ti somigli, penso che questo personaggio piace e resta impresso. Dicci di lui.

Risposta di Ricciardiello.
Quando un autore crea un personaggio positivo, tende a proiettare su di esso caratteristiche ideali, estremizzando magari qualche qualità che vorrebbe per sé; certi protagonisti sono più un’utopia che una persona in carne e ossa. Erasmo Mancini è la figura di magistrato integerrimo, capace e concreto che tutti vorremmo vedere nel ruolo di giudice inquirente, insomma il trionfo di una giustizia uguale per tutti che per un certo tempo è stata rappresentata dal pool di Mani Pulite. Per quanto riguarda i dettagli del suo carattere, non volevo ripetere lo stereotipo del detective buona-forchetta, burbero-ma-di-buon-cuore, cinico-ma-tenero, brutto-ma-che-seduce, e che si porta dietro quel vulnus sentimentale che viene sempre a galla: quindi Erasmo è vegetariano, burbero, tutt’altro che cinico e oltretutto è un uomo di una bellezza sorprendente.

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