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Santhiatese | 07 settembre 2022, 08:29

Scuola Ortensia Marengo: a Cigliano è di nuovo muro contro muro

L'amministrazione Marchetti vuole abbattere la scuola e lancia gravi accuse agli ex amministratori. Che ribattono con un volantino distribuito casa per casa

Da sinistra: Bruna Filippi, Giovanni Corgnati, Anna Rigazio e Livio Autino

Da sinistra: Bruna Filippi, Giovanni Corgnati, Anna Rigazio e Livio Autino

Contrari alla decisione di abbattere la scuola Ortensia Marengo. Ma, soprattutto, sconcertati dall'accusa di aver messo volontariamente a rischio la sicurezza di bambini e insegnanti. Gli ex sindaci Giovanni Corgnati e Anna Rigazio, insieme a un gruppo di amministratori ciglianesi attuali e degli anni passati (gli ex assessori: Livio Autino, Stefano Bertotto, Gianni Castelli, Gian Rocco Cena, Bruna Filippi gli ex consiglieri comunali delle maggioranze 2004-2019: Roberto Bobba, Antonio Canato, Fernanda Civati, Emiliano Grigolo, Claudia Saggio, Giovanni Savio, Eliana Vercellone), hanno realizzato e distribuito casa per casa un articolato volantino che ricostruisce le tappe di una vicenda - quella della scuola chiusa ormai dal 2020 - che non solo non si chiarisce ma che, di anno in anno, sembra farsi più intricata.

Sullo sfondo una situazione di rapporto sempre più tesi con l'attuale sindaco Diego Marchetti («Siamo l'unico comune - dicono dal centro sinistra ciglianese - che continua a vietare l'ingresso dei cittadini agli uffici e che contingenta la partecipazione dei cittadini ai Consigli comunali»). Proprio nel corso del Consiglio comunale del 15 luglio scorso, è stato presentato lo studio commissionato all'ingegner Masera che apre la strada all'abbattimento e alla ricostruzione della scuola dell'infanzia: un'operazione da 3 milioni e 400mila euro, giudicata «Irragionevole».

Ma è soprattutto l'accusa di aver messo a rischio la sicurezza dei bambini - avanzata dal sindaco in alcuni manifesti affissi in paese - a indignare gli ex amministratori che, in proposito, citano perizie e relazioni tecniche commissionate fin dal 2017: la perizia statica dell'architetto Maurizio Chiocchetti, secondo la quale "le lesioni venutesi a creare, per come si presentano allo stato attuale, non rappresentano un pericolo per l'incolumità degli occupanti; le fessurazioni e gli ammaloramenti in genere dovranno essere comunque monitorati e tenuti sotto costante osservazione, in modo da individuare tempestivamente eventuali fenomeni di rottura”  e la successiva relazione dell'ingegner Audenino che proponeva una serie di interventi sulla Marengo.

«L'Amministrazione Marchetti - aggiungono - pur avendo già a disposizione tali perizie, nel 2020 affidava all'ingegner Giancarlo Furno un nuovo studio che gli interventi riparativi necessari e quantificava la spesa in circa 250mila euro e i tempi necessari per l'esecuzione dei lavori suggeriti in circa due mesi».

Ma già all'epoca, in una nota inoltrata all'assessorato all'Istruzione della Regione Piemonte, Marchetti aveva prospettato l'abbattimento della scuola in una nota finalizzata a ottenere un parere positivo da parte della stessa Regione circa una diversa destinazione di un finanziamento di 140mila euro concesso al Comune dal ministero della Pubblica Istruzione finalizzato alla realizzazione di un cappotto termico per la stessa Marengo.

Com'è noto, poi le cose sono andate in altro modo: tutti gli alunni sono stati sistemati nell'edificio che ospita anche il comprensivo don Evasio Ferraris, e la polemica sul destino della Ortensia Marengo è proseguita nei consigli, nei comunicati stampa, nei manifesti affissi per il paese, portandosi dietro anche alcuni "gialli": come la documentazione tecnica su alcuni interventi si consolidamento delle fondamenta "scomparsa" dagli uffici comunali che ha portato il Comune a sporgere denuncia contro ignoti. O la scelta dell'amministrazione di secretare parte dell'ultima relazione tecnica, con la conseguente richiesta di firmare un impegno di non divulgazione rivolta ai consiglieri comunali che avevano chiesto copia degli atti.

All'orizzonte anche la possibilità di un nuovo fronte legale: una delibera d'indirizzo assunta dall'amministrazione prevede infatti la possibilità di far ricorso a un avvocato per approfondire aspetti tecnici e implicazioni del complesso iter legato alla vicenda. Una delibera che, sebbene non si sia ancora trasformata in un incarico vero e proprio, lascia comunque presagire l'arrivo di una nuova buriana, soprattutto se messa in relazione ai contenuti del manifesto nel quale Marchetti attacca i suoi predecessori, accusandoli di aver coscientemente deciso di utilizzare una scuola non sicura.

«Anziché mettere a bilancio i circa 250.000 euro indicati dall’ingegner Furno per i lavori di adeguamento della Ortensia Marengo, Marchetti ha impegnato risorse per circa 300mila euro, destinate a finanziare i lavori di ristrutturazione della don Evasio Ferraris e il nuovo studio commissionato all'ingegner Masera - è l'attacco della minoranza -. A tale cifra vanno aggiunti i 140mila euro persi del finanziamento attribuito dal ministero della Pubblica Istruzione per via della mancata presentazione di un progetto esecutivo entro i termini stabiliti. Infine, ora si intende impegnare, con l'abbattimento della Ortensia Marengo e la costruzione di un nuovo edificio, una spesa per 3 milioni 400mila euro. Dunque, il complesso di queste scelte dell'Amministrazione Marchetti costerà ai cittadini ciglianesi circa 3 milioni 840 mila euro, quando, con una somma di 15 volte inferiore, si sarebbe potuto riportare la scuola dell'infanzia in condizioni di sicurezza e di agibilità. I cittadini di Cigliano, puntualmente informati, potranno valutare senza difficoltà alcuna lo spreco di denaro pubblico operato e, qualora effettivamente si procedesse nella direzione individuata, tali scelte potranno essere anche oggetto dell'attenzione della Corte dei Conti», concludono dalla minoranza.

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