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Politica | 09 giugno 2022, 11:15

Divario negli stipendi e nelle possibilità di carriera: la sfida europea verso l'uguaglianza

La consigliera di parità Lella Bassignana in missione al Parlamento Europeo con la collega regionale Anna Mantini

Martini, Gancia, Bassignana

Martini, Gancia, Bassignana

Il 7 e l’8 giugno la consigliera di parità Regionale del Piemonte, Anna Mantini, ha organizzato  una missione al Parlamento Europeo nella sede di Strasburgo, in seduta plenaria per incontrare i referenti europei. 

«Il Piano delle attività predisposto per il periodo di mandato 2021-2024 -  sottolinea Anna Mantini - prevede nell’anno 2022 un progetto di azione positiva, che coinvolge la rete regionale delle consigliere del Piemonte, le consigliere delle regioni del Nord in una missione al Parlamento Europeo a Strasburgo per incontrare i referenti europei al fine di attuare un avvicinamento istituzionale sul tema dei fondi strutturali e del Pnrr». In particolare si è discusso  con le onorevoli Gianna Gancia e Simona Baldassarre su: “L’Europa e il divario di genere nel lavoro: da dove ripartire?”.

«La riduzione del divario di genere è fondamentale per fare ripartire l'economia dei paesi - ha sottolineato Gancia nel suo intervento -. Le risorse della Ue sono e devono essere al servizio delle reti territoriali. Proprio in questi giorni è  passata la direttiva "Women on boards” sull'equilibrio di genere. La direttiva mira a introdurre procedure di assunzione trasparenti nelle aziende dell'Ue e in modo che almeno il 40% dei posti di ai vertici esecutivo siano occupati da donne».

«Un futuro del lavoro migliore per le donne può essere realizzato – ha detto Lella Bassignana, consigliera di parità e Referente del Nodo provinciale contro le discriminazioni della Provincia di Vercelli - solo eliminando le discriminazioni e le disuguaglianze, superando gli stereotipi di genere radicati nella società e riconoscendo il valore del lavoro delle donne. Pratiche discriminatorie nel mondo del lavoro continuano a estendersi a tutti gli aspetti del lavoro, compresa la retribuzione, gli avanzamenti di carriera e la sicurezza  sociale. Molestie e discriminazioni sono solo alcune delle sfide con le quali si confrontano le lavoratrici, in  particolare le giovani donne di età compresa tra i 15 e 29 anni».  

La consigliera ha sottolineato come violenza  e molestie hanno un impatto negativo sia sulla partecipazione delle donne al  lavoro che sulla qualità  del  lavoro.   

«Il cyber-bullismo e la cyber-intimidazione attraverso la tecnologia aumentano il rischio di violenza e molestie - aggiunge Bassignana - Le leggi che stabiliscono che donne e uomini hanno uguali diritti sono la base per stabilire l’uguaglianza sostanziale nella pratica. Raggiungere l’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro è possibile attraverso l’abrogazione delle leggi che discriminano donne e ragazze e che ne ostacolano il loro ingresso nel mercato del lavoro».

Durante la missione, Bassignana ha anche incontrato l’onorevole Antonio Tajani, vicepresidente del Partito Popolare Europeo e l’onorevole Paolo De Castro, membro della commissione per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale con i quali ha affrontato il tema sul ruolo e l’importanza della donna nell’economia in particolare nel settore dell’agricoltura.

«Oggi le aziende condotte da donne occupano circa un quinto della superficie agricola nazionale e rappresentano il 30% del patrimonio imprenditoriale agricolo. Le donne in agricoltura - ha affermato Bassignana - sono protagoniste nei processi innovativi, dalla ricerca alla multifunzionalità. La componente femminile è sempre più importante in agricoltura e fondamentale per le società di tutto il mondo ecco perché è necessario mettere la questione femminile agricola in cima all’agenda europea:  l’apporto delle donne sarà  strategico per il futuro del mondo perché sarà il fattore Donna a dare la spinta alla ripresa e al progresso. Decidere di investire per sviluppare l’imprenditoria femminile, significa anche impegnarsi per accrescere opportunità, ridurre il divario di genere, conciliare i tempi di vita con il lavoro ripensando ai servizi di sostituzione».

 

redaz

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