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Arte e Cultura | 12 giugno 2021, 09:16

"Da una vita all'altra": al Museo Leone la mostra sui Fratelli Garrone

Immagini, lettere e la catalogazione dell'epistolario: un progetto importante dedicato a due eroi vercellesi di grande attualità

Un particolare della locandina della mostra

Un particolare della locandina della mostra

Erano partiti insieme per la Grande Guerra, abbandonando due importanti e avviate carriere per seguire quell'ideale risorgimentale di "giustizia e libertà" che avevano respirato fin da ragazzi e che era la forza della loro famiglia. Nessuno dei due tornò vivo dal fronte: dopo la disfatta di Caporetto Giuseppe ed Eugenio Garrone, morirono di fatto uno accanto all'altro, al Col della Berretta, sul Monte Grappa. Giuseppe cade sotto i colpi dei cannoni austriaci il 14 dicembre 1917, Eugenio è accanto a lui, gravemente ferito. Resta una notte a vegliare il cadavere del fratello, e viene ritrovato dagli austriaci che lo trasportano all'ospedale militare di Salisburgo dove morirà il 6 gennaio 1918. Sa di essere spacciato, ma per Natale invia un telegramma ai genitori, a Vercelli, scrivendo: “Decorso ferita segue normale", è una bugia per non aggiungere altro dolore alla madre, al padre, alle sorelle che già piangono Giuseppe.

Concludendo il progetto avviato nel 2018 - a cent'anni dalla fine della prima Guerra Mondiale - il museo Leone inaugura la mostra "Da una vita all'altra. I fratelli Garrone: eredità di affetti e di ideali dal fronte della Grande Guerra".

 

Il progetto, promosso dal Museo Leone, dagli eredi della famiglia Garrone e dalla sezione Vercellese dell’Associazione Alpini, tramanda la memoria di questi due eroi, insigniti della Medaglia d'Oro al valor Militare, attraverso la catalogazione e la schedatura del loro epistolario di ben 3711 tra lettere e cartoline postali. Materiali che a breve saranno a disposizione degli studiosi e di tutti gli italiani.

Intanto, da domenica 13 giugno e fino al 31 ottobre è possibile scoprire la mostra a cura di Chiara Maraghini Garrone e Luca Brusotto, allestita nel Corridoio delle Cinqecentine e visitabile a ingresso libero da martedì a venerdì dalle 15 alle 17.30; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

 

Sia il progetto di catalogazione che la mostra devono la loro realizzazione al sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono partner nella sua realizzazione assieme al Museo Leone, le famiglie Galante Garrone e Maraghini Garrone e la Sezione di Vercelli dell’Associazione nazionale Alpini che ai due fratelli è intitolata.  Comune di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, ANDI Vercelli e Meeting Art hanno sostenuto l'organizzazione mentre sono collaboratori scientifici la Soprintendenza Bibliografica e Archivistica del Piemonte e della Valle d’Aosta, l’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”, la Società Storica Vercellese. Il catalogo, edito da Edizioni Effedì, accoglie un saggio introduttivo di Paolo Borgna, che dei due eroi vercellesi è uno dei massimi studiosi e la prefazione del Ministro per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone.

A presentare la mostra Gianni Mentigazzi, presidente del museo Leone, il conservatore Luca Brusotto e Chiara Maraghini Garrone.

Il percorso lungo la storia di Giuseppe ed Eugenio Garrone è anche il percorso nella storia di una famiglia vercellese espressione di quella società radicata nei valori del Risorgimento, attenta ai valori della giustizia, della liberà, del diritto, del rispetto umano. Giuseppe, durante la guerra, finirà in cella di rigore per essersi rifiutato di giustiziare un soldato trovato addormentato durante il turno di guardia e nelle lettere di entrambi i fratelli non si legge mai una riga di biasimo per i soldati, ma molte di critica verso le alte gerarchie.

Al termine della guerra entrambi vengono insigniti della Medaglia d'Oro al valor militare. Il corpo di Giuseppe non sarà ritrovato, quello di Eugenio torna in patria nel 1922 con tutti gli onori. Va a prenderlo Ermenegildo Gallardi, direttore de La Sesia e amico di famiglia, che l’anno prima aveva recuperato il feretro di suo figlio, Carluccio, anche lui Medaglia d’Oro, morto in guerra.

Le sorelle Margherita e Barabara - uniche superstiti della prole di Luigi e Maria Garrone - manterranno il loro cognome accanto a quello dei rispettivi mariti, Luigi Galante e Giotto Maraghini. Dal matrimonio di Margherita nasceranno Virgina, Alessandro e Carlo Galante Garrone. Dal matrimonio Barbara, Edoardo e Luigi Maraghini Garrone.

L'epistolario di più di 3000 lettere, gran parte delle quali inviate dal fronte della Grande guerra a familiari e amici, ma anche fotografie, fogli volanti e memorie personali sarà messo a disposizione dal Museo Leone di Vercelli per gli studiosi e le future generazioni: un "tesoro" che proviene in parte dai due rami familiari eredi dei fratelli, i Galante Garrone e i Maraghini Garrone e in parte dalla sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Alpini, che porta il loro nome e alla quale un gran numero di lettere furono affidate nei suoi ultimi anni di vita da Virginia Galante Garrone, ultima erede vercellese delle memorie dei due eroi.

Il lavoro di catalogazione, condotto in due fasi, è stato portato avanti da Chiara Maraghini Garrone, da Luca Brusotto, conservatore del Museo Leone e da Riccardo Rossi responsabile della biblioteca museale, per quanto riguarda la schedatura e sarà terminato dagli archivisti incaricati dalla Soprintendenza per quanto riguarda invece l’informatizzazione delle schede. 

Il lavoro permetterà di riunificare il fondo aumentandone accessibilità e fruizione, affinchè siano promossi nuovi studi, ricerche e approfondimenti e lo unirà virtualmente ad un’altra parte di memorie familiari, affidate dai discendenti Garrone all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ di Torino, anch’esso partner del progetto e fornitore del sistema operativo di catalogazione informatica che permetterà di riunire virtualmente i due fondi.

Ad affiancare la mostra, il prossimo fine settimana, sarà uno spettacolo allestito dall'associazione Il Porto, con la lettura di brani dell'epistolario: a fornire una breve anticipazione, nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra sono stati Cinzia Ordine e Roberto Sbaratto.

redaz

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