Ha colpito 21 volte la ex moglie, accoltellandola all’addome e all’emitorace sinistro. Poi, quando la rabbia e la furia sono passate, si è seduto a terra, poco lontano.
A evitare che la tragedia che si è consumata martedì a Borgo Vercelli, in uno stabile di via Tavallini, assumesse contorni ancora più drammatici, è stato l'arrivo dei carabinieri che lo hanno disarmato e immobilizzato.
Maurizio Zangari, 49 anni di Villata, si trova ora nel carcere di Billiemme: dovrà rispondere di omicidio aggravato e premeditato, porto abusivo di coltello, danneggiamento aggravato e violazione di domicilio.
La sua ex moglie Fiorilena Ronco, 40 anni, è invece ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Sant'Andrea, dove è stata portata in codice rosso e in grave pericolo di vita dai mezzi del 118 che le forze dell'ordine avevano subito allertato.
Il dramma si è consumato poco prima delle 13. Zangari, dopo aver atteso che l'ex moglie uscisse dal lavoro, l'ha seguita e poi, salito a bordo della sua Mazda CX-3, ha deliberatamente tamponato la Honda Jazz condotta dalla donna, costringendola a scendere. Alla vista dell'ex marito, che poco più di un mese fa aveva ricevuto dal Tribunale una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla moglie e ai figli e di divieto di dimora in Villata e Borgo Vercelli, la donna cercava riparo in un’abitazione vicina.
Nonostante la fuga, Zangari, armato di un coltello a serramanico, riusciva a raggiungere l'abitazione e, penetrato all’interno forzando una finestra, dava sfogo alla sua rabbia colpendo ripetutamente la moglie di fronte all'impietrito padrone di casa.
A evitare il peggio l'arrivo dei carabinieri, avvertiti da una donna che aveva assistito all'incidente e all'inseguimento. Agli uomini del Radiomobile, dopo aver immobilizzato e portato via l'aggressore, è toccato il compito di cercare di ricostruire i contorni di una tragedia maturata al termine della lunga relazione che aveva unito Fiorilena Ronco e Maurizio Zangari fin da quando erano ragazzini. Lui, che aveva pregiudizi penali per delitti contro la famiglia e la fede pubblica, non aveva voluto rassegnarsi alla fine del matrimonio e aveva iniziato a perseguitare la ex, tanto da ricevere il divieto di avvicinamento e di dimora a Villata (dove i coniugi risiedevano) e a Borgo Vercelli, dove la donna era tornata a vivere nella casa dei genitori. La sua rabbia, a lungo covata e raccontata anche in alcuni post su Facebook, è esplosa in modo dirompente.
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Il coltello, della lunghezza di 20 centimentri, di cui 10 di lama, è stato rinvenuto nel cortile antistante l’abitazione ove era avvenuta l’aggressione, ed è stato sequestrato.













