Non soltanto veicoli storici da ammirare, ma storie da raccontare e ricordi da condividere. È questo il tema che ha contraddistinto ancora una volta la partecipazione della Fondazione Marazzato alla rassegna Auto e Moto d'Epoca, ospitata nel complesso della Fiera di Bologna e conclusasi domenica 25 ottobre dopo quattro intense giornate. La manifestazione ha confermato il forte interesse del pubblico per il patrimonio motoristico custodito dall'ente vercellese, il cui stand è stato particolarmente affollato nelle giornate di venerdì e sabato, richiamando appassionati, esperti del settore e semplici curiosi di ogni età, provenienti dall'Italia e dall'estero.
L'edizione 2026 della kermesse bolognese ha mostrato, accanto alla tradizionale dimensione commerciale e all'ampio spazio riservato alla compravendita di veicoli storici e youngtimer, una particolare attenzione agli aspetti culturali e divulgativi. Un contesto nel quale la proposta della Fondazione Marazzato trova da sempre un terreno particolarmente favorevole.
Un angolo di vercellese nel cuore della fiera
A suscitare particolare interesse sullo stand, nel Padiglione 25, è stata la ricostruzione di uno scorcio della campagna vercellese degli anni Sessanta, con tre protagonisti della Collezione Marazzato: il Fiat 666 N7, presentato in una configurazione ispirata ai camion del film Riso amaro del 1949, il Fiat 615 N con attrezzatura per il taglio della legna e la piccola Motom 48, simbolo della motorizzazione popolare del dopoguerra.
L'ambientazione ha permesso di raccontare il rapporto tra i trasporti e la vocazione agricola del territorio, richiamando un'epoca nella quale autocarri e motociclette erano strumenti fondamentali per il lavoro e per gli spostamenti quotidiani. A completare la scena, con un tocco di simpatia, anche uno spaventapasseri affettuosamente ribattezzato George dallo staff della Fondazione, diventato uno dei soggetti più fotografati dello stand.
Molti visitatori si sono trattenuti non soltanto per osservare gli autocarri e la motocicletta esposti, ma anche per condividere esperienze personali, ricordi di famiglia e testimonianze legate a veicoli simili, utilizzati nel lavoro e nella vita quotidiana.
Il successo dell'allestimento ha confermato la validità di una formula già sperimentata nelle precedenti edizioni del Salone, nella quale i veicoli vengono inseriti in ricostruzioni capaci di raccontarne la funzione originaria e di avvicinare anche un pubblico non necessariamente esperto di motorismo storico.
Inoltre, un altro pezzo speciale della Collezione Marazzato, un bellissimo esemplare del raro Lancia Esatau B carrozzato Casaro, è stato ospite allo stand del Circolo Italiano Camion Storici nel padiglione 19, parte di una suggestiva rassegna dedicata ai 120 anni del marchio torinese.
Dallo stand al museo
La partecipazione ad Auto e Moto d'Epoca ha rappresentato anche un'importante occasione di incontro e confronto con club, registri storici, associazioni e altre realtà impegnate nella conservazione del patrimonio motoristico. I responsabili della Fondazione hanno così potuto illustrare le attività culturali sviluppate nella sua sede di Stroppiana e le opportunità offerte dalla Collezione Marazzato come destinazione per visite di gruppo, raduni e iniziative dedicate alla storia dei trasporti.
Il complesso dove sono esposti una selezione dei circa 300 veicoli storici che compongono la Collezione Marazzato, si presenta oggi come un vero e proprio spazio museale già visitabile su prenotazione. La Fondazione sta inoltre lavorando alla definizione di un calendario di aperture e iniziative per rendere questo patrimonio sempre più accessibile al grande pubblico.
L'esperienza dell'edizione 2026 si chiude dunque con un nuovo bilancio positivo, confermando come il valore di un veicolo storico non risieda soltanto nelle sue caratteristiche tecniche o nella sua rarità, ma anche nella capacità di custodire e, soprattutto, trasmettere le storie di chi lo ha costruito, guidato e utilizzato.























