Parla di oltre 100.000 visitatori nel Village il bilancio della seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, che dall'11 al 13 settembre ha trasformato Vercelli e il suo territorio nella capitale internazionale dell'"oro bianco". «Un dato straordinario, che testimonia il forte interesse suscitato dal Festival e la sua capacità di coinvolgere visitatori provenienti non soltanto dal Piemonte, ma da tutta Italia e dall'estero», dicono gli organizzatori sottolineando l'importante partecipazione istituzionale - dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni agli ambasciatori di 37 Paesi, il direttore generale della FAO Qu Dongyu, il vicedirettore generale Maurizio Martina, per arrivare ai B2B hanno coinvolto oltre 50 aziende e tra 30 buyer provenienti da tutto il mondo. Continua e qualificata la presenza di ministri e politici piemontesi che hanno preso parte a seminari e tavole rotonde promosse dalle associazioni di categoria, dall'Università e dal mondo professionale.
Al centro delle giornate di lavoro sono stati posti i grandi temi che interessano il futuro del comparto: qualità e sicurezza alimentare, sostenibilità, innovazione, ricerca scientifica, reciprocità negli scambi commerciali, tutela delle produzioni europee e competitività sui mercati internazionali. Risò si è così affermato come una piattaforma permanente capace di unire agricoltura, impresa, istituzioni, scienza, cultura e promozione territoriale.
«Il pubblico - ricordano dall'organizzazione - ha potuto incontrare più di 40 produttori di riso insieme alle più importanti realtà del comparto nazionale, tra le quali Riso Scotti, Riso Gallo, Curtiriso e Mundi Riso, scoprendo varietà, storie aziendali, tecniche produttive e nuove interpretazioni gastronomiche. I padiglioni dedicati ai produttori, alla filiera istituzionale e al food, gli spazi espositivi, gli incontri, le degustazioni e gli show cooking hanno raccontato il riso in tutte le sue dimensioni: alimento, cultura, paesaggio, memoria, innovazione e futuro. Risò ha saputo coinvolgere anche famiglie e bambini attraverso laboratori e attività educative, avvicinando le nuove generazioni alla cultura agricola, alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale e alla conoscenza del territorio».
Ricchissimo il calendario di RisòFF ha esteso la manifestazione ai musei, alle associazioni, agli spazi culturali, alle vie e ai Borghi delle Vie d'Acqua. Mostre, visite guidate, iniziative sportive, spettacoli e percorsi esperienziali hanno fatto del Festival un grande racconto diffuso, capace di coinvolgere tutto il territorio dei borghi delle vie d’acqua e la Risò Night, che sabato sera ha animato il centro storico con musica, spettacoli, intrattenimento e proposte gastronomiche, riempiendo le piazze e le vie della città e confermando la capacità della manifestazione di parlare a pubblici diversi.
La seconda edizione si è conclusa domenica con uno degli appuntamenti più attesi: la finale del Trofeo d'la Panissa, dedicata al piatto simbolo della tradizione vercellese. Ospite d'onore Ernst Knam, celebre chef pâtissier di fama internazionale, che ha partecipato al momento conclusivo del torneo, rendendolo ancora più prestigioso e coinvolgente.
«Vercelli ha dimostrato di poter essere la capitale di un progetto che appartiene al territorio, ma guarda al mondo. Perché il riso è qualità produzione e innovazione, ma è anche storia, comunità, paesaggio e identità. E Risò è ormai il luogo nel quale tutte queste dimensioni si incontrano e costruiscono insieme il futuro. La finale, seguita da un pubblico numeroso, ha rappresentato la perfetta sintesi dello spirito di Risò: la valorizzazione delle tradizioni locali attraverso un evento capace di attrarre protagonisti e visitatori da tutto il mondo», dicono il sindaco Roberto Scheda, il presidente della Provincia, Davide Gilardino e Natalia Bobba, presidente di Ente Risi.














