L'Italia boccia la riforma costituzionale su separazione delle carriere e sdoppiamento del Csm. A scrutinio ultimato, il dato nazionale attribuisce ai No il 53,74% dei voti contro un 46,26% ai Sì. In valore assoluto la differenza è di 2 milioni di voti in una delle consultazioni referendarie che ha visto un'affluenza particolarmente alta.
Vercelli e provincia, invece, scelgono in senso opposto: nel caoluogo, su 49 sezioni scrutinate su 49, il SÌ ha prevalso con 10.123 voti, pari al 51,50%, mentre il No si ferma al 48,50% con 9.535 voti, a poco meno di 600 voti di distanza. Nei centri della provincia il distacco è ancora più marcato: il Sì arriva al 55,75%, il No si ferma al 44,24%. A fare da traino la Valsesia, ma anche Gattinara, dove il Sì ha superato il 60%. Un distacco superiore ai dieci punti percentuali che non ha eguali in tutto il Piemonte. In Regione sono i numeri del capoluogo a far pendere l'ago della bilancia per il No. Riforma bocciata anche dagli elettori di Novara: la più lombarda tra le città piemontesi vede il fronte del No al 51,95%, con il Sì che arranca staccato di circa 1.800 voti. Ampio margine per il Sì anche nel Biellese, dove, evidentemente, il “caso" che coinvolge Demastro e altri politici locali non ha influito sull'orientamento degli elettori.













