Gli amici ne ricordano la carica di allegria, la tenacia, l'altruismo. I colleghi la brillantissima carriera nel settore bancario. Chi ha condiviso con lui l'esperienza in Consiglio comunale ne elogia la competenza e la correttezza. C'è grande dolore a Vercelli per la morte di Piergiuseppe Raviglione. "Pergiu", come lo chiamavano gli amici, aveva 55 anni e da tempo lottava con una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Laureato in Economia a Pavia, Raviglione aveva svolto un'importante carriera nel settore bancario, lavorando come dirigente in diversi istituti di credito - l'ultimo incarico, era di direttore finanziario alla Banca Popolare di Sicilia. Ma il suo legame con la città era strettissimo: nel 2014, insieme a Gianluca Zanoni, Stefano Sarasso e a un gruppetto di professionisti e imprenditori, era stato tra i fondatori di SiAmo Vercelli, lista civica con la quale aveva svolto per dieci anni il ruolo di consigliere comunale, distinguendosi «come esempio di correttezza, gentilezza e signorilità», ricorda il presidente del Consiglio, Romano Lavarino. Quell'esperienza lo aveva avvicinato anche all'associazione Biud10, alla quale si era poi legato, partecipando alle attività e lavorando con impegno nelle decine campagne di raccolta fondi per le attività a favore dell'infanzia.
Il Comune di Vercelli, sulla propria pagina social ricorda «un uomo dal cuore generoso e da sempre impegnato nel sociale»; l'ex consigliere comunale Michelangelo Catricalà «una bella persona, gentile e mai sopra le righe».
Raviglione lascia la moglie Roberta e la figlia Maria Vittoria "Vicky", la mamma Angiola, il fratello Lele con la moglie Manuela e i figli Alessandro e Umberto. Martedì alle 17,30 alla Casa Funeraria di Caresanablot verrà recitato il rosario, mentre il funerale si svolgerà mercoledì 28 alle 10,30 in Duomo.














