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Attualità | 25 marzo 2024, 08:15

“Carcere: con la terra, coltivare il proprio futuro”.

A Vercelli, convegno regionale con i direttori delle strutture penitenziarie e i garanti dei detenuti.

Pietro Oddo, garante dei detenuti per la città di Vercelli

Pietro Oddo, garante dei detenuti per la città di Vercelli

“Carcere: con la terra, coltivare il proprio futuro”: è il titolo del convegno regionale previsto martedì 26 marzo nella Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di via Monta di Pietà, 22 a Vercelli.
Il convegno regionale è stato proposto e organizzato dai garanti comunale e regionale delle persone detenute, con il sostegno del Comune di Vercelli, per affrontare la tematica del lavoro orto-floro-vivaistico in ambito penitenziario. È prevista la presenza e l’intervento del Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, Liguria e Valle d‘Aosta, Rita Monica Russo. Con il nuovo direttore della Casa Circondariale di Vercelli, Giovanni Rempiccia, saranno presenti i direttori di Alba, Nicola Pangallo, di Alessandria, Maria Isabella De Gennaro, di Saluzzo, Luisa Pesante, e di Torino, Elena Lombardi Vallauri.
I progetti per il recupero e il reinserimento lavorativo dei detenuti passano anche per l’attività agricola, che si può realizzare dei tenimenti agricoli presenti nelle carceri del Piemonte. L’obiettivo del seminario pubblico è quello di evidenziare le realtà dei tenimenti e le attività connesse alle produzioni orto-frutticole e floro-vivaistiche, con particolare riferimento agli istituti di Alba, Alessandria San Michele, Asti, Biella, Cuneo, Saluzzo e Torino. La conoscenza di organizzazioni e contesti diversi può rappresentare un utile viatico al potenziamento e alla valorizzazione della rinnovata gestione del tenimento agricolo vercellese, ma anche offrire spunti di riflessione per un sistema coordinato sul territorio piemontese.
Secondo il Garante comunale delle persone detenute della Città di Vercelli, Pietro Luca Oddo, «La situazione carceraria costituisce un serio problema che vede coinvolta l'intera comunità penitenziaria e Vercelli non sfugge a questo problema. Il Tenimento Agricolo rappresenta però uno degli strumenti di soluzione; esso offre infatti una duplice opportunità: per le persone detenute rappresenta il percorso di aiuto alla riabilitazione e alla re-inclusione sociale. Come? Attraverso la formazione e il lavoro. Per la città e per i vercellesi rappresenterà invece uno strumento di partecipazione e di concreto supporto a quel percorso. Come? Semplicemente diventandone fruitori, perché no, divenendo "clienti" dei frutti del lavoro dei detenuti presso il tenimento. È già stato fatto in passato. Verrà fatto di nuovo con maggior impegno e coinvolgimento da parte di tutti, Comunità penitenziaria e città».
Secondo il Garante regionale dei detenuti Bruno Mellano «L’esperienza del lavoro nei tenimenti agricoli penitenziari, anche in Piemonte, ha fatto registrare in questi anni buone esperienze e indubbie difficoltà. Le prospettive di sviluppo, seppur impegnative, appaiono molte e promettenti, lungo la strada della quotidiana conquista di un’esecuzione penale rispettosa dell'Art. 27 della nostra Costituzione. Ringrazio, sin da ora, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria e i suoi funzionari per aver subito colto l’occasione per un confronto pubblico che contribuisca a far crescere la condivisione e la consapevolezza di una sfida dei territori».


redaz

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