Si è chiuso con una sentenza di condanna il primo grado del processo contro i vertici della Fonderia Sacal di Carisio, accusati di inquinamento ambientale per fatti relativi al 2010.
L’amministratore delegato Corrado Cordioli e il responsabile per la sicurezza ecologica Salvatore D’Anna sono stati condannati a 8 mesi, mentre il direttore dello stabilimento, Paolo Giacomazzo, è stato assolto. Cordioli e D’Anna dovranno inoltre risarcire con 60 mila euro ciascuna sei delle 28 parti civili del processo e con 30 mila euro il Comune di Carisio, che pure si era costituito parte civile. Soprattutto, però, il giudice ha imposto alla Sacal la bonifica dell’area e la distruzione dei cumuli di allumina stoccati nello stabilimento.
ll pubblico ministero aveva chiesto per tutti gli imputati tre anni di reclusione per avvelenamento della falda, del suolo e delle sostanze alimentari.














