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Politica | 08 settembre 2019, 15:00

Tiramani: «Questa fontana, simbolo della lotta alla mafia»

«UN SEGNALE FORTE DALLA CITTA' DOVE E' NATA EMANUELA SETTI CARRARO, MORTA AL FIANCO DEL GENERALE DALLA CHIESA»

Paolo Tiramani, Nando Dalla Chiesa e, a destra, Gian Maria, fratello di Emanuela Setti Carraro

Paolo Tiramani, Nando Dalla Chiesa e, a destra, Gian Maria, fratello di Emanuela Setti Carraro

Tremila persone circa, e tanti momenti di emozione vera a Borgosesia, sabato, per l'inaugurazione della fontana contro la mafia voluta dal sindaco, Paolo Tiramani. Merito anche di tutti gli ospiti: da Vittorio Sgarbi, autore di un apprezzato intervento sul monumento in bronzo («Questa è vera arte popolare» ha detto), al leader della Lega Salvini, che non ha fatto nessun cenno alla situazione politica attuale e che, rivolgendosi al figlio di Dalla Chiesa, Nando, ha detto: «Si possono avere idee politica diverse ma il bene del Paese viene prima di tutto e io sono contento di ritrovarti su questa piazza», allo stesso Nando Dalla Chiesa, applauditissimo quando ha ricordato di aver studiato alla Bocconi con Sergio Loro Piana, scomparso 5 anni fa. (E oggi, domenica 8, il Tg2 ha dedicato un bel servizio all'evento borgosesiano, ma che traguarda ogni confine):

Quando ha preso la parola il sindaco, onorevole Paolo Tiramani, un religioso silenzio ha accompagnato le sue parole.
«Contro la mafia dobbiamo tenere alta la guardia. Ed è per questo che anche noi, qui nel cosiddetto profondo nord, abbiamo deciso che Borgosesia si vuole porre come un baluardo contro questo male che purtroppo affligge ancora il Paese: siamo la città dove è nata Emanuela Setti Carraro, la donna che non ha avuto timore di condividere il proprio destino con il Prefetto di Palermo, quel Generale dalla Chiesa che diceva: “Chiunque pensasse di combattere la mafia nel pascolo palermitano e non nel resto d’Italia non farebbe che perdere tempo”».

Il sindaco ha poi detto: «Ecco, io consegno ai figli di Borgosesia questa fontana, realizzarla è stata una scelta a volte anche contrastata da chi ha una visione diversa dalla nostra, ma oggi desidero ribadire che sono orgoglioso di aver realizzato, insieme ai miei colleghi di giunta, quest’opera che sarà un simbolo del nostro orgoglio di essere concittadini di Emanuela Setti Carraro e di aver fatto una scelta precisa di legalità contro ogni forma di mafia».

Quindi il finale, accompagnato da un lungo, interminabile applauso. Di tutti. «Tra pochi giorni nascerà il mio primogenito Jacopo: permettetemi di dedicare a lui, e a tutti i bimbi e ragazzi che saranno il futuro della nostra città e del nostro territorio, questo monumento ed ancor più il messaggio che esso custodisce».

Remo Bassini

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