Tre giornate dedicate a Don Evasio Ferraris (di cui ricorre il bicentenario
della nascita), Viceparroco di Moncrivello che a fine Ottocento si fa promotore di
una iniziativa che cambia la storia dell’altopiano ciglianese. Grazie alla sua intuizione
l’economia agricola locale non sarà più in balia degli eventi naturali, ma
potrà godere di una fonte di irrigazione permanente fondamentale nei periodi
siccità o di scarse precipitazioni.
Nel 1876 vede la luce il Comitato per la
costituzione del Consorzio Irriguo di Cigliano, Borgo d’Ale, Villareggia e
Moncrivello. E’ il primo passo verso la costruzione dell’elevatore idraulico
destinato a far “salire” l’acqua verso la campagna tra Rocca di Villareggia
e Borgo d’Ale. Il modulo funziona senza l’ausilio della corrente elettrica, ma
semplicemente attraverso il sistema dei vasi comunicanti. Il complesso è
arricchito da pompe. E se in un primo tempo i meccanismi Roy deludono, con
l’avvento di nuovi dispositivi della ditta Odero l’obiettivo è raggiunto. Il
dono di Don Evasio Ferraris sarà riconosciuto postumo (a Cigliano gli sono
intitolati l’edificio scolastico, un monumento e una piazza).
Il 12, 13 e 14
giugno l’amministrazione comunale di Cigliano in collaborazione con il
Consorzio Irriguo e l’associazione Vita Tre Cigliano/Moncrivello ha voluto
ricordare l’opera di Don Evasio per mezzo di una mostra e di una conferenza
a cui hanno partecipato Monsignor Mario Allolio, Gianluca Bario (tecnico del
Consorzio Irriguo) e l’assessore alla cultura Raimonda Bresciani. Alla
serata è intervenuto l’Arcivescovo di Vercelli Marco Arnolfo.
Anche gli alunni dell’Istituto Comprensivo sono stati coinvolti con realizzazioni di poster commemorativi
esposti presso il Municipio. Infine domenica 14 giugno visita all’elevatore
con l’autobus storico Fiat 414 del 1965 messo a disposizione dalla Fondazione
Marazzato.










