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Cronaca | 19 febbraio 2026, 19:14

Il ritratto di Guala Bicchieri torna a casa: «Oggi è un bel giorno per Vercelli»

Rubata nel 2011 dalla basilica con altre due opere, la tela è stata ritrovata dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio. L'indagine è ancora in corso

«Il ritrovamento della tela del cardinale Guala Bicchieri non è solo un recupero artistico, è un atto di giustizia storica. È la restituzione di un volto, di un nome e di un ruolo che appartengono non solo a Vercelli ma all’Europa». Così il sindaco, Roberto Scheda, ha aperto la cerimonia di restituzione della tela cinquecentesca, trafugata nel 2011. La celebrazione, alla quale hanno partecipato anche oltre 160  studenti delle scuole cittadine, si è tenuta giovedì nella basilica di Sant’Andrea: il cardinale torna a casa nel giorno in cui ricorrono gli 807 anni dalla posa della prima pietra della basilica.

Il quadro era stato rubato nel settembre 2011, insiema ad altre due opere custodite nella sacrestia: i ladri, dopo essere nascosti all'interno della basilica per rimanere oltre l'orario di apertura, avevano tagliato i quadri dalle cornici, dandosi poi alla fuga. Erano stati i custodi, il mattino seguente, a scoprire il furto, ultimo di una serie che, quell'estate, aveva interessato anche altre chiese cittadine. A distanza di anni, la tela è stata ritrovata dai carabinieri del del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino grazie al sistema “Stolen Works of Art Detection System”, un programma di intelligenza artificiale che elabora la ricerca di opere d’arte nei siti web e nei social. La tela è stata sagomata, nella parte superiore, forse per coprire danni causati dal furto o, forse, per renderla meno riconoscibile. Collocata davanti all'altare, sorvegliata a vista dai militari, è la star indiscussa della mattina.

L'indagine sul furto e sui passaggi che hanno preceduto il sequestro, avvenuto nel 2025, è ancora in corso e la procuratrice Ilaria Calò è categorica nel mantenere il massimo riserbo, così come il sostituto Carlo Introvigne, titolare del fascicolo, e Il maggiore dei carabinieri Ferdinando Angeletti che ha coordinato il recupero. «I reati contro il patrimonio culturale - precisa però la procuratrice - sono delitti plurioffensivi perché colpiscono la proprietà dell'opera e l'intera collettività. Oggi è una bella giornata, perché possiamo restituire alla città un bene che è di tutti». Il ritratto di Guala Bicchieri è stato recuperato nell'ambito di un'indagine che ha consentito di restituire ai proprietari - privati cittadini in quasi caso - due tele altrettanto preziose: un'opera di Pietro da Cortona e un quadro di Giovan Battista Graneri, rubate nel 2012. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri TPC hanno permesso di dimostrare che
le opere d’arte erano state messe in vendite dal medesimo soggetto, un antiquario torinese: il ritratto di Guala Bicchieri, per altro, era stato targato come ritratto di San Carlo Borromeo, fattore che ha richiesto un'ulteriore supplemento di accertamenti. A raccontare alcuni momenti dell'inchiesta è il maggiore Angeletti, precisando che le indagini per ricostruire la filiera possessoria, ed eventuali responsabilità penali, sono ancora in corso e che saranno ovviamente le sentenze a dire l'ultima parola sulle responsabilità. 

A riaccogliere la tela, anche l'arcivescovo monsignor Marco Arnolfo, il sovrintendente Federico Barello e l'assessora regionale Marina Chiarello; sedute in basilica tutte le istituzioni cittadine, i rappresentanti del mondo della cultura e le forze dell'ordine. A tutti il ringraziamento del sindaco: «Questa giornata testimonia che la nostra città, quando crede nella Cultura, non è mai periferia. È centro» dice augurandosi che anche le altre due opere rubate 15 anni fa possano essere ritrovate. Nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, ci sono censiti oltre 7 milioni di oggetti rubati. «E il lavoro per rintracciarli non finisce mai», assicura Angeletti.

redaz

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