La Giornata della Memoria, ritorna ogni 27 gennaio a ricordo di tutte le vittime dell'olocausto: Ebrei, Testimoni di Geova, Rom, Sinti, omosessuali, oppositori politici, disabili e altre minoranze ancora.
Perché la Giornata della Memoria, appena trascorsa, non sia solo una celebrazione ma possa essere un monito anche in ogni altro giorno dell’anno, occorre, che da tutto quel dolore si generi una capacità di giudizio, un germoglio di novità e giustizia: questa è l’unica possibilità onesta che abbiamo di ricordare quelle atrocità e piangere coloro che ne furono vittima.
“Hanno cercato di seppellirci. Non sapevano che eravamo semi” scriveva negli anni 70 il poeta greco Dinos Christianòpoulos e in questa frase ci pare possa trovare parzialmente riscatto tutto quel terribile ingiustificato dolore.
La Giornata della Memoria non deve perciò esaurirsi nella mera, seppur dovuta, commemorazione delle vittime, ma diventare un momento di analisi e comprensione storica, di riflessione condivisa sull' uso della violenza esercitata dal potere nei confronti di individui e gruppi sociali che vengono progressivamente privati dei propri diritti, della propria dignità di esseri umani, ridotti a categorie inferiori da eliminare.
Riteniamo sia più che mai necessario che la Giornata della Memoria assuma un ruolo rilevante, ci indichi un uso rigoroso e responsabile del passato, strettamente collegato al presente, divenga una chiave interpretativa anche delle violenze del presente.
Tra le molteplici tragedie che si stanno consumando nel mondo in questi stessi giorni, quello che accade, da decenni, nella Striscia di Gaza assume un’importanza e valenza sproporzionate: stiamo assistendo ad un deliberato genocidio, allo sterminio di un popolo, privato di ogni diritto, confinato in un "campo di sterminio a cielo aperto", vittima della nostra indifferenza oltre che di politiche imperialiste, di apartheid e pulizia etnica.
In particolare la fame usata come strumento di sterminio di un popolo non può che richiamare immediatamente quanto hanno scientificamente messo in atto i Nazi-Fascisti nei Lager.
L'attuale appiattimento delle azioni memoriali rischia di rendere parziale la comprensione storica degli orrori del passato, consentendo la pratica di quelli del presente, attraverso una negazione delle precise responsabilità politiche, in un mondo in cui il diritto al dissenso e alla protesta viene negato, represso e perseguito.
Con la più profonda consapevolezza e coscienza civile, facciamo nostro il monito "MAI PIU’", affinché esso sia valido per tutti le popolazioni della Terra e soprattutto che La giornata della Memoria sia memoria di tutti e in tutti i giorni.
INSIEME PER GAZA VERCELLI













