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Borgosesia | 17 febbraio 2026, 17:09

Volontariato in Kenya per 7 studenti e 8 prof. dell'Iss Lancia

Dal 24 febbraio all'8 marzo metteranno le proprie competenze a disposizione di tre missioni

Volontariato in Kenya per 7 studenti e 8 prof. dell'Iss Lancia

L’ampliamento di un impianto fotovoltaico, la manutenzione elettrica, la riparazione di protesi e carrozzine per bambini, la costruzione di letti e armadi per le camerette di un ospedale, formazione, cibo, materiale didattico e torce ricaricabili per la scuola pastorale notturna. Sono questi alcuni degli interventi più significativi cui si dedicherà l’istituto Lancia di Borgosesia nella sua trasferta in Kenya. “Lancia un’idea: vieni, vedi, fai” si intitola il progetto di volontariato e orientamento che la scuola superiore ha messo in campo insieme a due associazioni: la Mons. Oscar Romero di Magenta e Un villaggio per amico di Borgosesia. La delegazione, composta da 7 studenti, 8 docenti e due volontari, uno per ognuna delle suddette associazioni, partirà il 24 febbraio in direzione Nairobi e si fermerà nel Paese africano fino all’8 marzo. I componenti saranno stanziati in tre diverse missioni religiose cattoliche: ad Archer’s Post, a Tuuru e a Isiolo. In ciascuna postazione verranno eseguiti lavori e interventi di varia natura, a seconda delle esigenze segnalate e in linea con le competenze che il team può mettere in campo, legate cioè agli indirizzi di studio dell’istituto. Nella fattispecie, i “Falegnami” della Scuola Barolo realizzeranno arredi a servizio dell’ospedale pediatrico delle Suore del Cottolengo a Tuuru dove invece i Meccanici ripareranno protesi e carrozzine per i bambini; gli Elettrici implementeranno un impianto fotovoltaico già esistente ad Archer’s Post a servizio della scuola e del centro sanitario locale, mentre a Isiolo la Moda collaborerà con le donne della missione “Our lady” che lavorano nel piccolo laboratorio di sartoria per condividere tecniche di taglio e cucito. Ad Archer’s Post il Lancia darà un contributo significativo per la costruzione di una nuova scuola primaria. Una buona scorta di cibo e materiale didattico sarà destinata in particolar modo a una comunità Samburu, molto arcaica ma numerosa, nel bel mezzo della savana. In questi luoghi, i figli dei pastori nomadi, bambini e adolescenti, al rientro presso le loro tribù, di sera, si riuniscono, all’aperto, per seguire le lezioni di una maestra che insegna loro a leggere e scrivere. A questi scolari saranno donate delle torce, ricaricabili con l’energia solare, per poter rientrare nei loro accampamenti in modo più sicuro. Il progetto verrà per la quasi totalità finanziato da un bando del PNRR per la realizzazione di esperienze di PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) all’estero rivolto a istituti tecnici e professionali. Una parte delle donazioni proverrà dal contributo di docenti e alunni nonché dalle donazioni effettuate dal pubblico che ha partecipato alla sfilata di moda organizzata dall’Ipsia “Magni” lo scorso 5 dicembre al Lux di Borgosesia. Tra gli obiettivi specifici dell’iniziativa, tuttavia, vi è anche la ricaduta dal punto di vista didattico e formativo sugli studenti coinvolti che, contribuendo a realizzare interventi a favore di comunità in aree svantaggiate e povere, hanno l’opportunità di allargare il proprio sguardo sul mondo, con tutti i benefici che ciò può comportare nella formazione della persona e nelle scelte che farà nella vita. “Si tratterà di un’esperienza significativa per tutti e con risvolti educativi molto importanti soprattutto per gli studenti che avranno modo, in un mondo all’apparenza iperconnesso, di vedere e vivere un altro mondo, quello al di sotto della soglia di povertà assoluta o in via di sviluppo e che, in realtà, sempre di più, sembra oggi essere il mondo prevalente, al di là dell’indifferenza dei molti perché troppo scomodo da presentare alle proprie coscienze – dichiara il dirigente scolastico dell’Istituto Lancia, Carmelo Profetto - I fenomeni del cambiamento climatico, del land e del mineral grabbing quale forma di neocolonialismo e gli effetti del postcolonialismo serviranno a capire le ragioni, in particolar modo, dei flussi migratori. Aiutare a sopravvivere e a vivere meglio le popolazioni locali nei propri luoghi di origine rimarrà, alla fine, il messaggio che accomunerà tutta la nostra delegazione. Per questo, benché il contributo materiale che porteremo nei posti che visiteremo potrà sembrare una goccia in un oceano, quello morale ed educativo, siamo certi che, anche per coloro che parteciperanno ‘a distanza’, sarà estremamente coinvolgente. Quale potrebbe essere un traguardo futuro? “Che una scuola adotti un’altra scuola…”.

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