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Scuola | 02 luglio 2021, 08:34

Lanino: due studentesse da cento e il saluto alla prof. Donisotti

Tempo di bilanci dopo un anno e mezzo di pandemia che ha reso più travagliata anche la scuola

Marzia Cittadino ed Elisa Coviello

Marzia Cittadino ed Elisa Coviello

Riceviamo e pubblichiamo.

Anche quest’anno è ormai giunta al termine la maturità dell’Istituto professionale Lanino di Vercelli: una maturità complicata dalla situazione pandemica e che ha concluso un anno particolarmente travagliato. Eppure le allieve della classe VB SSS del corso per i Servizi Socio sanitari hanno affrontato la prova riportando ottimi risultati complessivi, e due allieve in particolare, Marzia Cittadino ed Elisa Coviello, si sono distinte, raggiungendo la valutazione di 100/100.

E’ questa l’occasione per alcune riflessioni, per tracciare un bilancio e ringraziare tutte le allieve di questa classe per le tante cose fatte insieme e per i risultati ottenuti, che hanno premiato l’impegno e la costanza nell’applicazione. E' arrivato il momento di interrompere il viaggio, questa esperienza scolastica straordinaria, che ci ha arricchito tutti con un bagaglio carico di amicizia, di umanità e di vivere civile e che ha fatto crescere la classe  sia sotto il profilo umano che in vista di una futura professione lavorativa o per una prosecuzione degli studi.

Questo perché la scuola permette ancora ad ogni studente di dare una forma ai propri sogni e di creare il proprio pensiero critico.

La professoressa Cinzia Donisotti, coordinatrice di classe che quest’anno ha terminato la sua carriera proprio accompagnando all’Esame di Stato la  5° B del Lanino, esprime tutta la sua soddisfazione: «Ho lavorato in tutti questi anni  con persone meravigliose, professionisti, seri e capaci, i miei colleghi, e sono orgogliosa di appartenere alla grande famiglia del Lanino; spero anche di aver costruito e lasciato qualcosa in ognuno dei miei allievi, ai quali esprimo il mio più sincero augurio per un futuro pieno di soddisfazioni, come del resto meritano.Questo è il più bel mestiere del mondo, sempre più complesso e complicato, ultimamente. Ma sono convinta che insegnare non sia solo fornire quella che noi chiamiamo cultura, ma soprattutto voglia dire risvegliare l'interesse nei ragazzi, accendere in loro un turbine di curiosità, entusiasmo e voglia di conoscere che li accompagnerà per tutta la loro vita. E penso che i miei allievi della 5° B abbiano compreso lo spirito di queste mie parole fino in fondo. Ieri, durante la cena di classe li ho sentiti vicini come non mai e conserverò certamente in me le loro voci e il loro affetto».

 

La redazione dell’Istituto professionale Lanino

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