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Economia | 26 ottobre 2021, 09:36

Intel, nel dossier del Piemonte anche una maxi area a Vercelli

La multinazionale americana punta a insediarsi in Europa. Da Mirafiori a Larizzate: punti di forza (e criticità) delle candidature regionali

Intel, nel dossier del Piemonte anche una maxi area a Vercelli

La Regione Piemonte ha inserito Vercelli nel "dossier Intel". La multinazionale americana è alla ricerca di spazi per la realizzazione delle sedi produttive in Europa e il Piemonte cerca di giocarsi le proprie carte candidando quattro aree tra Torino e Novara. Tutte candidature che, potenzialmente, hanno carte da giocarsi in un'importante partita di politica industriale ma che, al tempo stesso, scontano anche problemi di non poco conto da superare.

La prima opzione proposta, e a lungo sostenuta come principale anche dal ministro per lo Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, è la riconversione dello stabilimento Fiat di Mirafiori - un'area industriale da 1 milione di metri quadri - che, tuttavia, non soddisferebbe la richiesta della multinazionale di aree sulle quali costruire ex novo. La riconversione e il recupero di spazi dismessi comporta spesso bonifiche e "sorprese" che il colosso americano preferirebbe di certo evitare.

Stesso discorso per un'altra proposta emersa sempre nell'area torinese: lil dismesso stabilimento Thyssen di Torino. Area che ha dalla sua la destinazione industriale e i metri quadri, ma che è già costruito. Esce di scena, invece, l'ex Olivetti di Scarmagno, nel vicino canavese, opzionata per il progetto Italvolt. 

E qui entra in scena Vercelli: la Regione, attraverso l'assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano, ha individuato 3 milioni di metri quadri di terreni nell'area a sud di Larizzate: da agricoli potrebbero essere trasformati in industriali, offrendo a Intel gli spazi richiesti per costruire ex novo. Stessa opzione per Galliate, nel Novarese. Ma anche in questo caso gli ostacoli non mancano: l'uso di terreno agricolo e la normativa sul consumo di suolo verrebbero di certo sollevati come ostacoli rispetto a un'operazione che, se andasse in porto, potrebbe radicalmente ridisegnare il futuro di un'ampia fetta di Piemonte. Senza contare che, mentre l'operazione del 2008 che ha portato alla creazione dell'attuale area industriale di Vercelli, coinvolgeva proprietà dell'Asl, in questo caso si toccherebbero anche soggetti diversi.

Vercelli, dalla sua, ha anche un'altra carta da mettere in campo: quella di uno spazio più piccolo, circa 350mila metri quadri, sempre a Larizzate e già a destinazione industriale, per ospitare l'impianto di packaging, ovvero lo spazio destinato al confezionamento e alla distribuzione dei microchip. Qualora la multinazionale decidesse di investire in Piemonte, la posizione di Vercelli potrebbe rivelarsi strategica anche "soltanto" per la parte di confezionamento e logistica.

Il dossier Intel, ora, è nelle mani del Governo e, ovviamente, della multinazionale che dovrà fare le proprie scelte. Troppo presto, dunque, per capire se la superfabbrica di semiconduttori possa essere davvero considerata un'opzione concreta per il futuro del territorio. 

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