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Economia | 16 marzo 2021, 09:48

Nasce il "Biodistretto del riso piemontese"

Si struttura l'esperienza di un coeso gruppo di agricoltori della zona tra Rovasenda e Buronzo che fanno delle tecniche naturali e del rispetto delle biodiversità non solo un modello di agricoltura ma anche una filosofia di vita

Nasce il "Biodistretto del riso piemontese"

Nasce il Biodistretto del riso piemontese, associazione per la produzione biologica e promozione della biodiversità agraria. Il sodalizio nasce nel cuore della Baraggia, a cavallo tra le province di Vercelli e Biella, dalla volontà di un coeso gruppo di agricoltori bio, con l'obiettivo di valorizzare e diffondere l'agricoltura biologica intesa non solo come pratica agronomica, ma anche come progetto culturale di un modello sostenibile per la gestione delle risorse e come scelta utile alla sicurezza ed alla sovranità alimentare.

A presiedere l'associazione è Gianpaolo Andrissi, ambientalista e docente di biologia, mentre i soci fondatori sono Maria Di Rovasenda Biandrate, Cascina Teglio (Rovasenda); Daniele Cozzi, Cascina Carolina (Rovasenda); Marco Ducco, Cascina Angiolina (Buronzo e Brusnengo); Marco Fassone, Cascina Fassone (Rovasenda); Gualtiero Freiburger, ex dirigente Regione Piemonte; Giuseppe, Goio, azienda Goio Giuseppe (Rovasenda e Masserano); Stefania Goio, Azienda Agricola Goio Stefania (Rovasenda; Manuele Mussa, Una Garlanda (Rovasenda).

Tra le finalità dell'associazione trovano ampio spazio la promozione, la tutela e la diffusione del patrimonio di conoscenze e tecniche colturali originali e naturali applicate alla risicoltura nate in Baraggia. Tra queste, ad esempio, la “pacciamatura verde”, scoperta e diffusa dal pioniere Fulvio Stocchi e applicata da molti agricoltori appartenenti al Biodistretto.

Un ruolo di primo piano è riservato all'impegno per la tutela del territorio di Baraggia, con le sue peculiarità uniche, come l'Isoetes Malinverniana, una pianta in via d’estinzione, con una grandissima importanza dal punto di vista biologico essendo l'unica felce endemica italiana presente ormai solo in Baraggia, spesso nei pressi delle risaie bio. L'isoetes è un indicatore ecologico, un organismo vivente particolarmente sensibile all'inquinamento ambientale.

L'associazione si propone inoltre di promuovere la coltivazione di antiche varietà di riso, nuove varietà che siano sostenibili per l'ambiente, oltre ad attività di ricerca, informazione e divulgazione.

«La costituzione del Biodistretto – dice il presidente Andrissi – rappresenta un primo, significativo, passo per sostenere lo straordinario percorso avviato con coraggio dai risicoltori biologici di Baraggia. Un lavoro che sta portando a importanti risultati sul fronte della produzione agricola sostenibile, in armonia con le leggi naturali e con prodotti che conquistano crescenti fette di mercato. Produrre ottimo riso senza ricorrere a fertilizzanti o erbicidi chimici si può, ha effetti benefici sulla natura, ed in questi anni se sono accorte parecchie persone. Risicoltori, consumatori ed anche importanti realtà in ambito accademico. Occorre quindi proseguire su questa strada per diffondere, sempre di più, la conoscenza di un modo nuovo, ed antico allo stesso tempo, di coltivare il riso».

«Pieno sostegno a questa iniziativa da parte dell'amministrazione comunale di Rovasenda – sottolinea il primo cittadino Gian Paolo Baietti – abbiamo messo a disposizione i locali della biblioteca per la sede dell'associazione. Speriamo possano essere utilizzabili al più presto, pandemia permettendo. Siamo pronti a collaborare in futuro ad iniziative di promozione per questa importante produzione del nostro territorio».

 

redaz

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