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Arte e Cultura | 08 luglio 2020, 01:35

"Un anno che nessuno di noi potrà mai dimenticare"

Sergio Macciò, medico cardiologo, ci parla del suo libro "Diario di bordo" - "Era il 23 febbraio 2020..."

Il dottor Sergio Macciò (e sotto la copertina del libro)

Il dottor Sergio Macciò (e sotto la copertina del libro)

Nei giorni folli dell’emergenza coronavirus abbiamo letto e sentito di tutto. E non è finita, purtroppo. Nei giorni folli c’era un gran parlare: voci che si sovrapponevano, che dicevano tutto e il suo contrario.

Spunta su facebook un diario. Ha un primo pregio. È qualcosa di diverso perché, appunto, è scritto come un diario. Ha un secondo pregio: la scrittura. Elegante. Precisa. Curata. L’autore è Sergio Maccò, nato a Novara nel 1975, ma da alcuni anni stimato medico cardiologo del Sant’Andrea. Il “Diario” giorno dopo giorno cresce: like e commenti, tutti positivi.

Poi – è storia recente - il diario è diventato libro. S’intitola (appunto) “Diario di bordo”.

Leggiamo insieme la prime righe.

«A fine Febbraio 2020 d’improvviso, come una folata di vento, il coronavirus ha invaso il mondo. E mentre la parola “pandemia” prendeva forma generazioni sempre vissute in tempo di pace si trovarono in “guerra”.
Il mondo si “chiudeva” su sé stesso rapidamente. Si chiudevano i confini nazionali, regionali, provinciali, il confine divenne l’uscio di casa.  Si chiudevano gli ospedali. Malati e sanitari dentro. Tutti gli altri fuori. Il Diario nacque così. Fu un ponte gettato tra l’ospedale e la comunità fuori.
In un momento di paura e isolamento il Diario voleva essere una sorta di “Radio Londra”.
Era il 23 febbraio 2020.
Attorno al Diario crebbe una comunità, un condominio virtuale. La chiamammo La “Compagnia del Diario”. E mentre il mondo era chiuso in confini stretti e invisibili il Diario, con le sue ali, li ha valicati sino a raggiungere 4 continenti. Oggi le sue ali diventano di carta. Perché resti a memoria di un anno che nessuno di noi potrà mai dimenticare.»

Dottore, ci commenti questa prima pagina.

La prima pagina è il primo post. Scritto quando l’idea del Diario non era ancora nata. Un post dal titolo “Dottore non capisco, devo avere paura?” scritto per rassicurare pazienti e cittadini nelle ore in cui si chiudeva l’ospedale e venivano montate le tende esterne per il triage. Si raccontava un mondo che si preparava ad una nuova guerra ma si rassicurava anche sul fatto che dentro all’ospedale ci stavamo preparando, che nessuno si tirava indietro. Che sarebbe stata lunga ma anche che se ci saremmo aiutati tutti ne saremmo usciti con dignità e collaborazione.

Oltre alla vicenda Covid vissuta in prima persona, Sergio Macciò è una persona che ama la buona lettura e la scrittura, anche.

La mia grande passione è la bibliofilia. Da anni studio e raccolgo libri di tutte le epoche e da tutto il mondo. Sono co-fondatore del Centro Studi per l’Arte del Libro il cui scopo è la divulgazione della storia e delle tecniche del libro in tutte le sue declinazioni attraverso collaborazioni con enti museali, culturali e scuole. Da circa 2 anni gestisco il blog www.leportedeilibri.com. Il blog parte dall’idea che ogni libro è una porta su mondi infiniti.

Il “Diario di Bordo dell’anno del Corona” è la mia prima opera a stampa, l’incontro tra due grandi passioni (libri e medicina) che hanno nella componente narrativa e comunicativa molti punti in comune.

Ma leggiamo un altro passo (toccante).
«C’è un sentimento comune a molti operatori: un fremito lungo la schiena quando ci si sveste alla fine di turni fisicamente e psicologicamente pesanti. È la sensazione di vivere in due mondi paralleli. Quello dentro e quello fuori.
Il mondo “dentro” è il mondo in guerra. Ci si arma, ci si veste, si scende in trincea. Si lavora mentre si studia. Ti lavi, ti sporchi, ti lavi, ti sporchi… una giostra continua dalla quale non puoi scendere. Le protezioni contate, gli strumenti contati, i medici e gli infermieri contati. I pazienti che aumentano, arrivano regolari, come onde infrante sulla battigia […] Non esistono più punti fissi o fermi. Il chirurgo affianca l’internista nel giro, impara il suo lavoro rapidamente, con la forza che solo l’adrenalina in questi giorni sa dare.»

Dottore scriverà altro? E se sì, sempre nell’ambito del suo lavoro?

E’ una domanda che faccio anche a me stesso. L’esperienza del Diario è per me un’esperienza inaspettata ed emotivamente travolgente. Non escludo in futuro di lasciarmi tentare nuovamente dalla scrittura e non per forza in ambito medico.

Letture e autori preferiti?
Da appassionato bibliofilo Umberto Eco non può mancare (lessi la prima edizione del Pendolo di Foucault in poco più di una giornata). Non ho un genere letterario preferito. Le mie letture seguono l’ispirazione del momento. I classici cerco di leggerli in lingua originale (Hemingway tra tutti) ma anche le prime edizioni di Verne in francese (con qualche incertezza ammetto). Adoro la letteratura “on the road” da Kerouac a Steinbeck (Furore) e Pirsig (Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta).Tra i contemporanei mi hanno regalato emozioni Baricco, Paulo Coelho, Gabriel Garcia Marquez...

INFORMAZIONI SUL LIBRO

Il libro è acquistabile con offerta minima di 18 euro che comprende anche spese di spedizione.

Si può fare un bonifico bancario intestato a UPOALUMNI

Codice iban: IT79V0503410100000000041328 – causale: “prenotazione Diario di Bordo”

Successivamente inviare copia bonifico via mail a alumni@uniupo.it specificando: nome, cognome, indirizzo e numero copie prenotate

Ricordiamo che l’intero ricavato della vendita sarà destinato al progetto UPOALUMNI “Il tuo sogno continua” destinato a supportare studenti universitari che a causa dell’emergenza COVID-19 hanno difficoltà a versare i contributi universitari

rb

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