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Arte e Cultura | giovedì 13 luglio 2017, 02:32

Intervista a Remo Bassini su La notte del santo

LE DOMANDE DI ELISABETTA PERFUMO E GLORIA POZZO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

La notte del santo è un noir (o giallo), non la prima volta per Remo Bassini di questo genere: si tratta di una vicenda immaginaria, sia pur dai rivolti assai realistici, che ambientata soprattutto a Torino, anche se nell'ultima parte in Valsesia. In apertura troviamo il protagonista, un antieroe, un detective, che si imbatte in un duplice omicidio, durante un momento difficile della sua vita personale. La vicenda parte proprio dalla notte di San Giovanni, il patrono di Torino: per l'omicidio vengono seguite diverse piste: religiosa, politica, moralizzatrice. Gli eventi sono molto avvincenti, così come sono narrati: e dunque l'autore tira le fila della vicenda di tanti personaggi come un grande esperto del genere, come chi ha da sempre pubblicato romanzi gialli.

Quelle che seguono sono le domande di Elisabetta Perfumo e Gloria Pozzo a Bassini durante la prima presentazione, nella nuova biblioteca di vi Galileo Ferraris.

Elisabetta Perfumo: Remo, hai scelto il noir, sdoganato negli ultimi vent'anni dalla critica. Perché hai optato per questo genere?

Nel 2011 a me e altri giallisti chiesero di scrivere un racconto finalizzato a una serie cortometraggi ambientati a Milano, di un'ora su Sky, e che sarebbero stati poi pubblicato da Marcos y marcos. Ma era tempo crisi e tutto andò in fumo. E così, fedele alla lezione di Tondelli - scrivi ciò che conosci - spostai l'ambientazione da Milano a Torino, nacque il protagonista e quindi venne fuori il libro. La visione del mondo anarco-disfattista del romanzo deriva dal mio precedente Bastardo posto, uscito per una piccola casa editrice. Questo mio libro, è l'undicesimo che pubblico, è quello che mi ha fatto tyribolare di più, quello riscritto il maggior numero di volte.

Elisabetta Perfumo: La notte del santo, definirlo giallo è riduttivo perché ci sono anche l'amore, la famiglia, la politica. Giallo per te è veicolo di messaggi profondi che sono a loro volta temi esistenziali?

Remo Bassini: Qui avevo già i morti ammazzati, ma avevo anche le perplessità di editor ed editori. Io ho tenuto duro per cinque anni, anche quando mi dicevano che c'era poco giallo e troppo della vita sentimentale del protagonista. Ma alla fine è un libro che finisce come voglio io, senza imposizioni. Però per la prima volta, il titolo non è mio La notte del santo, è stata una scelta di Sergio Fanucci, io avevo pensato ad esempio a Un’altra Carmen. Penso però che La notte del santo sia più funzionale al giallo.

Elisabetta Perfumo: Nel libro troviamo flussi di coscienza, grandi pause descrittive. Ti diverti proprio a scrivere, usando tanti diversi strumenti? Il tuo mi sembra un approccio molto anomalo in quest'ambito noir o no?

Remo Bassini: Infatti il rimprovero che mi muovevano quelli che volevano che ritoccassi il libro era proprio l'eccesso di flussi di coscienza! Per loro era un difetto, per me un complimento, e alla fine il libro è uscito a modo mio.

Elisabetta Perfumo: Il protagonista non vuole solo trovare un colpevole, ma va alla ricerca del perché si commette un omicidio…

Remo Bassini: Per me infatti è importante la psicologia, l'analisi è fondamentale nei miei libri. Tra gli autori maggiormente simili al mio pensiero, io credo che il miglior giallista italiano in assoluto sia Renato Olivieri con il commissario Ambrogio. Olivieri scava nei suoi personaggi, ho letto tutti i suoi gialli, ma mi è rimasta impressa una pagina: il commissario sta indagando, fa caldo, è agosto, vede un albero, vi siede sotto, addenta un frutto e dice: “Quando mai sono stato così felice nella mia vita?”. Ecco quest'immagine mi ha colpito! A me piacciono gli scrittori che lasciano il segno. Una pagina di ricordare, insomma.

Gloria Pozzo: Quanto c'è di tuo, nel senso di te stesso, nel tuo romanzo?

Remo Bassini: Difficile rispondere, penso di essermi proiettato nel protagonista ma anche nei personaggi “neri”.

Gloria Pozzo: Anche la notte mi sembra protagonista dei tuoi romanzi e in particolre di questo La notte del santo…

Remo Bassini: A parte l'idea romantica dello scrittore che soffre di notte, io mi sono abituato a vivere di notte, a cominciare dal mestiere più bello che ho fatto nella mia vita, il portiere di notte. Ma anche il momento migliore che percepisco dalla città è di notte, quando sento che passa il treno.

Gloria Pozzo: Dove vai a scovare i tuoi personaggi?

Remo Bassini: Talvolta dalla cronaca o dalla realtà, ma qui il personaggio del protagonista è una mia invenzione.

Gloria Pozzo: Nel libro, la vicenda legata al giallo si conclude, ma resta in sospeso la vita tormentata del protagonista, il commissario Dellavita. Ci sarò un altro libro, con Dellavita protagonista?

Remo Bassini: Ci sto pensando, ho in mente la scaletta di un giallo, ma non so ancora se il protagonista sarà ancora Dellavita. Magari, e non mi spiacerebbe, gli metterò al fianco Anna Antichi, l'investigatrice privat anarchica, protagonista di altri due miei romanzi, La donna che parlava con i morti, e Vegan, le città di dio.


 

A cura di Guido Michelone

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