(Adnkronos) - “La figura del preposto, cioè quel lavoratore che per competenze e posizione sovrintende l’attività dei colleghi e garantisce l’attuazione delle norme in materia di sicurezza, esercita una vigilanza diretta e quotidiana. È una disciplina contenuta nel Decreto legislativo 81 del 2008. E' la persona che vede ciò che accade negli ambienti di lavoro, ed è importantissima. È il primo a cogliere quando una procedura non funziona, quando un comportamento espone a un rischio, quando serve intervenire con tempestività e quando è necessario dare suggerimenti alla stessa azienda”. Lo ha detto l’onorevole Walter Rizzetto, intervenendo da remoto al convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026.
“Il Decreto 81 ha rafforzato il ruolo del preposto, ma oggi serve un aggiornamento della normativa ed è proprio in questo che la contrattazione collettiva può fare molto per valorizzare questa figura, perché conosce i settori, le filiere e le specificità produttive e può intervenire in modo concreto, mirato e tempestivo. È assolutamente virtuosa la pratica adottata da Confsal, che ha introdotto nei propri contratti collettivi una misura specifica, come una copertura assicurativa dedicata al preposto. Significa riconoscere che la sicurezza non si costruisce affidando soltanto responsabilità, ma anche sostenendo chi svolge funzioni particolarmente delicate”, spiega.
“Quella di oggi - fa notare - è un’occasione importante per riflettere insieme su un tema che riguarda non solo la sicurezza, ma anche la qualità del lavoro, la competitività del nostro sistema produttivo e la tutela della salute delle persone. Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: nuove tecnologie, nuove forme organizzative, filiere produttive, intelligenza artificiale e nuovi lavori usuranti. Questo è un tema che la politica dovrà affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. E' molto probabile, infatti, che negli ultimi 10 o 15 anni siano nate nuove forme di lavoro usurante che, anche grazie al fondamentale contributo di Inail, la politica dovrà saper tradurre in una norma rispetto all’intera vita lavorativa e previdenziale del lavoratore”.
“In questo scenario - sottolinea Rizzetto - un punto fermo resta la sicurezza dei lavoratori, che si costruisce dentro i luoghi di lavoro, nella quotidianità delle attività, nelle scelte organizzative e nella capacità di prevenire, non solo di reagire. Esistono norme, dallo Statuto dei lavoratori al Decreto 81, che dovrà essere aggiornato per rispondere ai nuovi scenari produttivi. Il primo punto che voglio sottolineare riguarda la tecnologia: immaginiamo quanto oggi possa aiutare, e quanto potrà aiutare in futuro, rispetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, serve un grande patto sindacale, perché molto spesso la tutela della privacy viene confusa con la tutela della vita, della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. È importante pensare, nel pieno rispetto della privacy, all’introduzione di sistemi che, attraverso un grande patto sindacale, possano realmente dare alle persone la possibilità di non farsi male e di non rischiare la vita. Sul tema della contrattazione è molto importante parlare di sicurezza nei contratti collettivi, non solo perché è un aspetto che riguarda un mercato del lavoro moderno, ma anche perché, persino per chi non considera prioritario il tema della sicurezza, questo elemento rappresenterà sempre di più un fattore reputazionale per le aziende. E' molto probabile che i nostri figli, i ventenni e i venticinquenni del nostro Paese, guarderanno sempre più attentamente ciò che è contenuto nei contratti collettivi, soprattutto sui temi della sicurezza”.
“E' necessario, inoltre, rafforzare la formazione - suggerisce - che deve essere concreta, aggiornata, utile e obbligatoria, perché rappresenta un investimento reale sulla qualità del lavoro e sulla capacità organizzativa di prevenire i rischi. Anche su questo fronte la contrattazione può contribuire in modo decisivo, definendo percorsi più aderenti alle esigenze dei diversi comparti, promuovendo la formazione congiunta e valorizzando la dimensione pratica e operativa - dichiara - L’obiettivo deve essere costruire insieme un sistema più chiaro e vicino alla realtà delle imprese. Dobbiamo scrivere le norme dentro le imprese, insieme alle parti sociali e ai lavoratori. Un sistema che semplifichi senza indebolire, che distribuisca le responsabilità in modo equilibrato e coerente, senza appesantire la burocrazia e che punti concretamente sulla formazione e sull’aggiornamento continuo di tutti i soggetti coinvolti nel sistema della sicurezza”.
“La sicurezza, al di là delle norme che ne regolano gli strumenti, si costruisce attraverso un patto sociale quasi intergenerazionale. In questo patto la contrattazione resta una sede decisiva, perché è il luogo in cui le regole generali trovano una declinazione concreta, anche rispetto a figure centrali come quella del preposto, che vigila, interviene, segnala e previene. Penso che le istituzioni e le parti sociali debbano garantire un sistema all’altezza delle sfide moderne, in un Paese dove ancora, purtroppo, muoiono troppe persone nei luoghi di lavoro. La figura del preposto è un ingranaggio essenziale affinché la sicurezza possa operare nelle migliori condizioni possibili. Pertanto, bene la vostra contrattazione collettiva e bene il fatto che si preveda una copertura assicurativa dedicata. Bene anche che i contratti collettivi parlino in modo specifico di questa figura professionale, destinata a diventare sempre più importante, ma anche della migliore applicazione delle norme, proprio per garantire non solo la tutela della vita, ma anche quella della salute e della salubrità nei luoghi di lavoro”, conclude Rizzetto.







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