Nuovo libro di Franco Ricciardiello. Si intitola Rifondazione della confraternita dei gatti, Opera narrativa edizioni (15 euro il cartaceo, 6,90 l'e-book).
Alcuni cenni sul libro.
A inizio primavera, si intrecciano a Venezia le storie di un gruppo di amici tra i 20 e i 30 anni: tutto nasce dall’idea di Rachele di una rimpatriata della “Confraternita dei Gatti”, una squadra di liceali battezzata così dagli insegnanti nelle competizioni di classe. In nove episodi più un epilogo si raccontano le storie di ex compagni di scuola e dei loro amici, ogni volta dal punto di vista di un protagonista differente: le vicende si sovrappongono cronologicamente, eventi marginali in un episodio diventano cruciali in un altro: amori, gelosie, solitudine, problemi familiari e professionali, tra il Conservatorio di musica, il museo Guggenheim, una festa di carnevale, le calli e i campielli e i canali, fino all’epilogo nella magnifica libreria “Spleen di Venezia” dove tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente, e i nodi intrecciati si sciolgono.
L'incipit.
Prologo - Facemmo vela verso il sole, fino al mare verde
Senza alcun preavviso né indizio, semplicemente dal particolare di sua moglie che guardava fuori dai vetri della finestra, intuì in anticipo cosa lei avrebbe detto esattamente.
«La ragazza non verrà di certo, con questo tempo» disse infatti Zoe, il volto illuminato dalla luce slavata riflessa dalla neve, che fino dalle prime luci del mattino scendeva in lente spirali su Venezia.
E prima ancora che lei parlasse, lui sapeva ciò che le avrebbe risposto: «Verrà, invece. Dovresti sapere cosa è disposta a fare la gente che ama gli animali.»
Zoe non raccolse l’allusione a ciò che stavano per fare, senza tenere conto dei sentimenti della figlia. Walter si alzò a fatica, facendo leva con il braccio sulla sedia in modo che il peso del corpo non gravasse sulla gamba ingessata. Zoppicò fino alla cameretta. Donatella aveva preso il vaporetto alla stessa ora di ogni mattina, un qualsiasi giorno di quell’ultimo anno di liceo. Proprio quel mattino Squibbo non riusciva a svegliarsi. «Sente la neve», aveva detto Donatella, con gli occhi lucidi dopo avere affondato per l’ultima volta il volto nel fianco soffice di pelo del gatto.
Walter raggiunse la soglia della cameretta. Squibbo dormiva ancora a ciambella, sul letto rifatto, impossibile capire dove fosse la testa e dove la coda. Walter si avvicinò alla finestra, scostò le tendine. La città che si tingeva inesorabilmente di bianco gli ricordò Yellow Submarine, il film dei Beatles. Abbassò gli occhi. Un secondo strato di neve si era fermato sul precedente, ghiacciato, che aveva provocato la sua rovinosa caduta sul vetro del ponte Calatrava. I Biechi Blu che cercano di ridurre in silenzio Pepperland. Sembrava che i White Meanies avessero levato ogni colore da rio terà dei Pensieri, e risucchiato ogni suono. C’era solo una donna che camminava con precauzione tenendosi lontano dai cornicioni, come se tentasse con i tacchi la sottile superficie di un canale ghiacciato.
Come sono tristi i titoli di testa di Yellow Submarine, quell’animazione con il sottomarino giallo simile a un dirigibile nel cielo di una città industriale, fra i comignoli anneriti dal fumo, e la voce di Paul che canta Look at all the lonely people. Tra la gente dedita alle proprie solitarie occupazioni c’è un motociclista con il casco, si intravede una lacrima dietro gli occhiali nei quali si riflette la navicella gialla. Guarda quanta gente sola.
Il campanello di casa trillò brevemente, Walter fu quasi disturbato dal suono.
«È venuta davvero» disse a voce alta Zoe dopo avere risposto al citofono.
Lui non fece in tempo a zoppicare fino all’ingresso, sentì due voci femminili che esprimevano sorpresa; trovò sua moglie che baciava e abbracciava la ragazza che poco prima camminava fuori, sulla neve di rio dei Pensieri, come se fosse in equilibrio sui pattini da ghiaccio.
«Vi conoscete già?» domandò Walter.
«È una delle mie ragazze» rispose entusiasta Zoe, aiutando la giovane a levare il berretto di lana e la sciarpa. «Si è diplomata… Quanti anni fa, Rachele?»
«Sei anni fa, prof. Non immaginavo che l’annuncio fosse suo, sull’inserzione c’era un altro cognome.»
«L’abbiamo messa a nome di mia figlia. Levati il cappotto, andiamo subito a vedere il gattino.»
Tolti i vestiti pesanti Rachele si rivelò una bellezza non comune, con lunghi capelli di un nero assoluto, senza compromessi, e occhi di quel colore che riflette il tempo atmosferico. Una di quelle bellezze che ti prendono alla gola e ti aprono il vuoto alla bocca dello stomaco.
Franco Ricciardiello ha pubblicato dieci romanzi, oltre a una quantità di testi brevi apparsi in una serie di riviste e antologie anche a grandissima diffusione. Nel 1998 vince il premio Urania con “Ai margini del caos”, apparso anche in Francia. Si dedica in seguito anche al thriller e alla letteratura poliziesca. Ha collaborato all’enciclopedia a dispense “Scrivere” Bompiani come autore del volume dedicato allo stile letterario; ha scritto insieme a Giulia Abbate il “Manuale di scrittura di fantascienza” per l’ed. Odoya, e pubblicato per la stessa casa editrice quattro volumi di narrativa di viaggio, dedicati alla letteratura, alla musica e al cinema di altrettante città italiane e europee (Parigi, Venezia, Torino e Berlino). Il suo ultimo libro è il giallo “Lontano dal male”, ed. Settechiavi